LOSIO festeggia 50 anni di pittura

LOSIO festeggia 50 anni di pittura

Alla Bottega Alta, dal giorno 8 ottobre ci sarà una Mostra Personale (aperta sabato e domenica dalle  10 alle 12, dalle 16 alle 19) fino al 23 dello stesso mese,  dell’artista rezzatese di adozione Gian Battista Losio, che  festeggerà  50 anni di  attività espositiva.  Allievo di Adolfo Mutti, Dino Decca, Gabriel Saleri,  ha  ben presto raggiunto un proprio stile, pur passando da innamoramenti giovanili per i grandi Fattori e Segantini.  Le sue opere, realiste,  sfuggono alla semplice fotografia perché  sublimate dal sentimento, dall’evocazione della sensazione cromatica. Nelle sue opere, in cui poco ricorre la figure umana,  spiccano colori bellissimi. Siamo andati nel suo studio-soffitta bohèmiene  per una intervista.

Da quanto dipinge?  “Dal 1971, ma la prima mostra è del 1972”. Lei voleva fare il pittore? “Non  ci avevo mai pensato ma, nelle peregrinazioni fra un collegio e l’altro, arrivai a Milano. Visitai Brera e, davanti  al Cristo del Mantegna,  capii che volevo dipingere. Quindi presi lezioni di Disegno all’AAB ma, interessandomi il colore, passai velocemente agli studi dei pittori bresciani più in auge dell’epoca.”Quadri venduti? Premi?Ho venduto centinaia di quadri e, a inizio carriera,  partecipavo ai concorsi. Ne ho vinti una decina ma poi decisi  di non partecipare più.”

Nelle sue opere colpisce la Natura che è rappresentata  in chiave estatica: ha dei luoghi preferiti? “Da bambino mi sono nutrito dei bellissimi paesaggi stagionali  nella Bassa, dove sono nato in una famiglia di agricoltori.  Luoghi del cuore sono anche il mare di Liguria e Toscana, le montagne del Trentino, la Valtenesi, le incantevoli Torbiere.”

Incontri speciali?  “Sì, con Pietro Annigoni che ho visto all’opera. Gli espressi  la mia ammirazione, gli dissi che ero pittore anche io ma che mai lo avrei  raggiunto.  Gentilissimo e umilissimo disse  che tutti ce la possono fare, che bastava lavorare, lavorare, lavorare.”

Quale è il messaggio della sua arte pittorica?Ho contemplato in silenzio i paesaggi e la Natura.  Ho  vissuto emozioni davanti a papaveri, paludi, paesaggi innevati…. Spero che il fruitore dei  miei quadri  provi le stesse emozioni  ricavate dal silenzio.

Da molti anni Lei vive e lavora a Rezzato: come si sente?  “Mi sento  rezzatese ad ogni effetto.” 

Alla Comunità di Rezzato ha donato alcune opere che abbelliscono  le chiese e la cappella del nuovo Oratorio.

A questo artista silenzioso, schivo  nel carattere, povero di parole ma ricco nella interiorità e nella generosità,  vanno  l’ammirazione e il ringraziamento della comunità rezzatese e gli auguri per altri anni fruttosi di carriera!