Da Virle un sasso per Ambrogio

Da Virle un sasso per Ambrogio

Angelo Moscarda – Ci sono persone che, quando se ne vanno, lasciano fotografie, ricordi, qualche racconto tramandato nelle famiglie. Altre lasciano tracce più profonde, che resistono al tempo e continuano a riemergere negli anni. È il caso di Ambrogio Turati, scomparso nel 2016, al quale Virle ha dedicato un nuovo cippo commemorativo nel Giardino dei Giusti, a dieci anni dalla sua morte.

La cerimonia non è stata soltanto un omaggio alla memoria. È stata soprattutto l’occasione per riportare all’attenzione una figura che per lungo tempo ha legato il proprio nome a iniziative di pace e solidarietà, rivolgendo il suo impegno tanto al territorio rezzatese quanto ai Paesi in via di sviluppo. Turati apparteneva a quella categoria di persone che preferiscono fare piuttosto che raccontare ciò che fanno. Tra le sue realizzazioni più conosciute resta la fondazione della Bottega del commercio equo e solidale di Virle, esperienza nata per tradurre in gesti concreti principi che allora apparivano a molti quasi pionieristici e che oggi sono entrati stabilmente nel dibattito pubblico.  Per questo, a distanza di un decennio dalla scomparsa, i cittadini di Virle e Rezzato hanno voluto essere presenti. Non per celebrare un personaggio pubblico nel senso tradizionale del termine, ma per ricordare una persona che, attraverso il proprio lavoro e le proprie convinzioni, ha lasciato un segno riconoscibile nel paese. Il nuovo cippo porta la firma del virlese Ivan Confortini, autore dell’opera collocata nel Giardino dei Giusti. Un manufatto essenziale, come spesso accade alle opere destinate a durare più delle parole pronunciate durante una commemorazione.

I monumenti, da soli, non conservano la memoria. Possono però aiutare a non disperderla. E quel cippo, posto in un luogo già dedicato a chi ha saputo distinguersi per il proprio esempio umano, racconta proprio questo: la volontà di non lasciare che il tempo cancelli una storia fatta di attenzione agli altri, di scelte coerenti e di impegno silenzioso. A volte basta una pietra. Purché dietro quella pietra ci sia una vita che meriti di essere ricordata.