A distanza di giorni dalla sua scomparsa il nome di don Angelo Perlato continua a essere pronunciato con affetto nelle parrocchie che ha guidato e tra coloro che lo hanno conosciuto. Nato a Calvisano il 26 dicembre 1950, è morto sabato 13 settembre all’età di 75 anni dopo una lunga malattia, affrontata con fede e riservatezza.
Il suo ministero è stato un percorso interamente legato alle parrocchie di paese, vissuto con dedizione e spirito pastorale. Ordinato sacerdote nel 1974, aveva festeggiato nel 2024 i cinquant’anni di sacerdozio. Dopo i primi incarichi come curato a Virle Treponti e nella parrocchia di Maria Assunta a Palazzolo, nel 1990 era diventato parroco di Mazzano, dove rimase tredici anni. Qui ha lasciato un’impronta forte, costruendo legami profondi con i fedeli e accompagnando la crescita della parrocchia con uno stile semplice e vicino alle persone.
Dopo l’esperienza di Mazzano si era trasferito a Gardone Riviera, prima di arrivare a Nuvolera nel 2015. Negli ultimi anni aveva assunto anche la responsabilità di amministratore parrocchiale di Nuvolento, incarico che aveva portato avanti con la consueta disponibilità. A Nuvolera era diventato presto una figura familiare: i fedeli lo ricordano gentile, cordiale, sempre pronto al dialogo. Lo si incontrava spesso per le vie del paese in sella alla sua bicicletta nera, segno di una quotidianità sobria e vicina alla gente. La malattia lo aveva costretto a fermarsi, ma fino a poco prima della morte aveva continuato a comunicare con i suoi parrocchiani attraverso il bollettino, trasmettendo parole di speranza e il desiderio di riprendere presto il ministero. Quelle righe restano oggi come testimonianza del suo spirito e della sua fede.
Il funerale si è svolto nella chiesa parrocchiale di Nuvolera, presieduto dal vescovo Pierantonio Tremolada. La partecipazione è stata numerosa, tanto che i Comuni di Nuvolera e Nuvolento hanno proclamato il lutto cittadino. Presenti i fratelli Franco e Maria Teresa con i familiari, oltre ai sindaci Andrea Agnelli, Pietro Pagliardi otre al sindaco e vicesindaco di Mazzano Ferdinando Facchin e Liviana Rocchi. Nell’omelia il vescovo ha ricordato la vita di don Angelo alla luce del Vangelo, sottolineando come anche la malattia sia stata vissuta come offerta a Dio. Al termine, il ricordo di don Giuseppe Lucio Salvi, a lungo parroco di Nuvolera, ha commosso i presenti e suscitato un lungo applauso. Un gesto che ha reso evidente quanto don Angelo fosse stato capace di unire umanità e fede.
Oggi il suo ricordo resta vivo. Di lui si sottolineano la disponibilità e la cultura, in particolare l’amore per la musica e la capacità di usare l’ironia come strumento leggero ma profondo. Da Virle a Mazzano, da Gardone Riviera a Nuvolera e Nuvolento, il suo cammino sacerdotale resta la traccia di un parroco che ha saputo farsi vicino nelle difficoltà e nelle gioie quotidiane, lasciando un’eredità spirituale che continuerà a parlare nel tempo.


