Alfio Mosca – La PinAC di Rezzato, vanto per tutta la Comunità, vive un momento difficile. Una nota del revisore dei conti del bilancio comunale consolidato 2022 avrebbe posto la prospettiva di liquidazione. Certo, dopo le dimissioni della presidente Michela Caniato e di Maurizio Sorrentino e Matteo Laffranchi non è difficile affermare che il centro culturale abbia passato tempi migliori. Il tema ha tenuto banco anche durante l’ultimo consiglio comunale del mese di settembre, momento nel quale maggioranza ed opposizione hanno acceso un vivo dibattito che dimostra, quantomeno, la volontà di impegnarsi per rilanciare il progetto. L’obiettivo, intanto, è quello di trovare nuove figure per il Cda e ripartire.
A porre l’attenzione sull’emergenza il gruppo di opposizione Rezzato Democratica che ha mostrato la gravità della circostanza: Segnaliamo pubblicamente la situazione di PInAC da mesi. Ora questa preziosa realtà è per la prima volta nella sua storia senza personale e senza un organo che la gestisce. Dopo mesi di totale disinteresse, durante i quali il CdA della PInAC è stato lasciato solo da parte dell’Amministrazione, ora non sarà facile trovare una soluzione per far ripartire la pinacoteca.
Anche la maggioranza, naturalmente, ha presentato il proprio punto di vista: L’Amministrazione comunale ha sempre offerto il suo supporto, ovviamente senza mai interferire nella gestione. Non abbiamo potuto, però, far piovere soldi, perché la legge non lo permette. Lontani dalle chiacchiere da bar delle minoranze, noi vogliamo solo il meglio per la Fondazione Pinac. Non perché vogliamo sembrare buoni, ma perché crediamo veramente nella cultura. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per assicurare che la Fondazione Pinac continui a rappresentare un punto di riferimento culturale per la nostra comunità.
La PInAC (Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi) è un museo dinamico internazionale che raccoglie, studia e promuove l’espressività infantile. La collezione storica è unica nel suo genere in Italia e in Europa e rappresenta un ponte ideale con i bambini e i popoli del mondo intero: fondata da Aldo Cibaldi negli anni Cinquanta, conta oggi circa 8.000 opere provenienti da 79 Paesi. La PInAC è una collezione viva: le opere dei suoi archivi si fanno conoscere attraverso mostre che raccontano emozioni, pensieri e speranze di migliaia di bambini ed educano alla conoscenza tra i popoli e al rispetto dei diritti di tutti, ciascuno nella propria diversità artistico-culturale. È una collezione che continua a crescere e che accoglie anche le forme espressive legate ai ‘pennelli elettronici’ offerti dalle tecnologie digitali. La PInAC è un centro di sperimentazione creativa che sostiene il diritto all’espressione e all’arte per tutti i bambini, le bambine e gli adulti interessati. Collabora con artisti, pedagogisti, filosofi, insegnati e studenti di diversi ordini di scuola nella prospettiva di un sistema formativo integrato.
Il gruppo raccoglie, studia e cataloga gli elaborati espressivi realizzati dai bambini, in collaborazione con scuole, enti e associazioni interessati a diffondere la cultura visiva prodotta dall’infanzia e la sua visione del mondo. Allestisce mostre tematiche ed eventi in collaborazione con enti pubblici e privati al fine di valorizzare la collezione storica e di approfondire la riflessione sull’espressività infantile. Promuove l’avvicinamento all’arte e all’espressione creativa di bambine e bambini, ragazzi e ragazze attraverso percorsi creativi condotti da artisti. Costruisce offerte formative per insegnanti ed educatori nell’ambito dell’educazione estetica ed interculturale. Organizza incontri e atelier per famiglie, genitori e adulti curiosi che vogliono coltivare il piacere espressivo a tutte le età e avvicinarsi alle diverse forme dell’arte. Accoglie pubblici con specifiche necessità di accesso, rendendo fruibili le sue mostre e le sue iniziative a persone con disabilità.


