Asso della sicurezza informatica: giovane di San Gallo premiato dal Cnr

Asso della sicurezza informatica: giovane di San Gallo premiato dal Cnr

Gemma Donati – Il quotidiano impegno nella ricerca scientifica ha premiato Matteo Busi di san Gallo, trentenne ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il riconoscimento è arrivato dal Centro Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Roma, durante i festeggiamenti per il centesimo anniversario della fondazione.

Busi ha brillato alla terza edizione del premio Giovani Ricercatori del Gruppo2003 per la Ricerca Scientifica, che ha coinvolto 543 candidati in dieci ambiti interdisciplinari. Il suo lavoro innovativo si è concentrato sulla Cybersecurity, un tema di stringente attualità che coinvolge la vita quotidiana di ognuno di noi.

Il premio ha riconosciuto il contributo di Busi nel campo della sicurezza informatica, in particolare per la sua metodologia innovativa nel garantire la sicurezza dei microprocessori. “Con un lavoro che presenta una metodologia per estendere in modo sicuro le funzionalità di un microprocessore, garantendo la sicurezza di utenti e applicazioni,” si legge nelle motivazioni.

Il ricercatore ha spiegato che la sua ricerca si è concentrata sugli impatti degli attacchi avanzati su processori presenti in dispositivi comuni come laptop, smartwatch, smart TV e persino pacemaker. Il lavoro di Busi, svolto in collaborazione con colleghi nel corso del dottorato, incluso un periodo di tre mesi in Belgio presso l’Università di Ku Leuven, ha richiesto circa un anno di impegno. Il risultato è stato un modello matematico che dimostra l’incapacità di qualsiasi attaccante noto o sconosciuto di violare le protezioni del dispositivo.

Il giovane ricercatore, classe 1993, ha espresso sorpresa per il riconoscimento e ha sottolineato l’emozione della premiazione al Cnr. I complimenti sono arrivati anche dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha elogiato il giovane bresciano come un esempio del talento presente nel mondo scientifico e universitario della regione.

In un’epoca in cui la sicurezza informatica è cruciale, il lavoro di Matteo Busi rappresenta un contributo significativo, mettendo in luce l’importanza della ricerca scientifica nel plasmare un futuro più sicuro e protetto.