Opera floreale a Botticino celebra Sant’Arcangelo Tadini: un capolavoro di dedizione e memoria

Opera floreale a Botticino celebra Sant’Arcangelo Tadini: un capolavoro di dedizione e memoria

Gemma Donati – A Botticino è stata svelata un’opera unica al termine della Settimana Tadiniana, celebrando la figura di Sant’Arcangelo Tadini. L’opera, risultato di 18 mesi di minuzioso lavoro realizzato dalla collaborazione di tredici donne del Gruppo Fiori del Centro Studi Sant’Arcangelo Tadini, è composta da sei pannelli che misurano complessivamente 15 metri quadrati. Essa ritrae la vita e il ministero di Tadini, parroco di Botticino fino al 1912 e fondatore delle Suore Operaie.

I fiori utilizzati sono 108.000, realizzati in gomma eva di diverse dimensioni e colori, fissati con altrettanti spilli. Questo dettaglio aggiunge una dimensione sia visiva che emotiva all’opera, la quale è arricchita da simboli chiave che narrano episodi e elementi significativi della vita del santo. Fra questi spiccano gli strumenti musicali finanziati da Tadini per la fondazione di una banda musicale e riferimenti alla Rerum Novarum, esortazione di Papa Leone XIII in supporto ai lavoratori.

L’opera, inaugurata sul sagrato della chiesa, è incorniciata da frasi celebri del religioso e da motivi naturali come tralci di vite e frutti di gelso, evocando l’impegno di Tadini verso la sua comunità e la sua profonda spiritualità. Tra i pezzi più toccanti figurano la rappresentazione di una filanda edificata da Tadini per dare lavoro alle ragazze del luogo e la villa Martinoni-Mazzola-Zani, un rifugio per le giovani.

L’evento ha anche visto la distribuzione di 430 rose blu, simbolo dell’amore trasmesso, e la celebrazione di anniversari di matrimonio con la donazione di 31 boccioli alle coppie presenti. Questa manifestazione non solo ha onorato la memoria di Tadini attraverso l’arte e la comunità, ma ha anche offerto un momento di riflessione sulla profonda impronta che ha lasciato nella sua comunità. L’opera fiorita di Botticino non è soltanto un tributo estetico, ma un ricordo vivente dell’eredità di Tadini, che continua a influenzare e ispirare la comunità a oltre un secolo dalla sua scomparsa.