Alfio Mosca – Le vittime sul lavoro rappresentano una delle questioni più gravi e persistenti nel contesto della sicurezza lavorativa a livello globale. Ogni anno, milioni di lavoratori subiscono infortuni o perdono la vita a causa di condizioni di lavoro insicure, esposizioni a rischi non mitigati e mancanze nell’osservanza delle normative di sicurezza. Queste tragedie non solo colpiscono gli individui e le loro famiglie, ma hanno anche un impatto profondo sulla produttività e sul benessere economico delle società.
La sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale che dovrebbe essere garantito a tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore o dalla posizione geografica. Tuttavia, nonostante gli sforzi internazionali e le normative stringenti in molti paesi, gli infortuni sul lavoro continuano a essere una realtà allarmante. La prevenzione attraverso una formazione adeguata, l’adozione di tecnologie più sicure, il rispetto rigoroso delle norme di sicurezza e la cultura della sicurezza aziendale sono essenziali per ridurre il numero delle vittime.
Riconoscere e commemorare le vittime sul lavoro non solo serve a ricordare coloro che hanno perso la vita o hanno subito gravi infortuni, ma svolge anche un ruolo cruciale nell’elevare la consapevolezza e stimolare l’impegno collettivo verso ambienti di lavoro più sicuri. Questo impegno richiede la collaborazione tra governi, imprese e lavoratori per creare un futuro in cui nessun lavoratore debba rischiare la vita per il proprio sostentamento. Il 13 ottobre scorso si è tenuta la 74ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, un evento di cruciale importanza per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La giornata, patrocinata dalla RAI e osservata in tutta Italia, ha visto una serie di iniziative significative volte a riflettere e agire contro la persistente problematica degli infortuni e delle malattie professionali.
A Rezzato, le cerimonie hanno avuto inizio presso il Monumento Caduti del Lavoro in via De Gaspari a VIRLE, dove è stata deposta una corona. Successivamente, i partecipanti si sono spostati alla sala civica CTM per la cerimonia civile, seguita da una processione per le vie del paese fino alla Chiesa di San Carlo e qui è stata celebrata una Santa Messa.
Il culmine della giornata è stato il discorso tenuto durante la cerimonia civile al teatro CTM, dove sono stati consegnati Brevetti e Distintivi d’Onore agli Invalidi del Lavoro, riconoscimenti promossi dalla Direzione INAIL. Il Presidente ANMIL di Brescia, Roberto Valentini, ha espresso forte preoccupazione per la mancata attenzione alla sicurezza, un aspetto che deve diventare una priorità assoluta e un valore imprescindibile per tutti. Valentini ha sottolineato l’urgenza di una riforma della normativa sul lavoro, datata 1965, per garantire la protezione adeguata alle famiglie colpite da queste tragedie.
La Giornata ha rappresentato un momento di riflessione critica sull’utilizzo dei dati INAIL come strumento per indirizzare azioni efficaci di prevenzione, consapevolezza e controlli, insistendo sulla responsabilità condivisa e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti nella sicurezza aziendale. Valentini ha concluso il suo intervento evidenziando come la crisi economica non debba essere un pretesto per ridurre gli investimenti in sicurezza e formazione, ma anzi un incentivo per rafforzare questi ambiti fondamentali.


