La Caritas interparrocchiale di Rezzato ha deciso di onorare la memoria di Sandro Archetti, diacono scomparso a maggio all’età di 65 anni, intitolando a lui la sede di via Scalabrini. Per Archetti, la Caritas era più di una semplice organizzazione: era una seconda casa, un luogo a cui aveva dedicato passione e dedizione per molti anni. La famiglia, insieme al parroco don Stefano Bertoni, si è unita alla cerimonia commemorativa, durante la quale è stata posata una targa in suo onore.
Il diacono Archetti è stato una figura di riferimento importante per la comunità di Rezzato e delle zone limitrofe, inclusi Mazzano, Castenedolo e Borgosatollo. La sua profonda conoscenza delle dinamiche sociali lo rendeva un mediatore apprezzato, capace di ascoltare e trovare soluzioni condivise per i più bisognosi. Come uomo e pastore, Archetti aveva sempre dato priorità alla Caritas rispetto ai suoi molti altri impegni, dimostrando un profondo impegno sociale e religioso.
A raccogliere il testimone lasciato da Archetti sarà Francesco Marzaroli, imprenditore in pensione e alpino con una lunga esperienza nel sociale. Marzaroli ha l’intenzione di rafforzare i rapporti tra la Caritas e i servizi sociali locali, puntando a un dialogo più stretto con l’amministrazione comunale di Rezzato e a una maggiore collaborazione con i servizi del territorio.
Un gruppo di venti volontari continuerà a occuparsi delle circa settanta famiglie che si rivolgono alla Caritas per ricevere supporto. Il gruppo sarà coordinato da Paola Zaina e Roberto Busi, che si impegneranno a fornire assistenza e supporto, specialmente ai cittadini in difficoltà. La Casa della Carità, una realtà legata alla Caritas, rimarrà un punto di riferimento fondamentale per la comunità, offrendo un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Il ricordo del diacono Archetti vive così attraverso l’azione concreta della Caritas, che continua a guardare agli ultimi con lo stesso sguardo di attenzione e dedizione che lui ha sempre incarnato.


