Mazzano, l’Abba riparte dalla sua storia: dieci aule rinnovate e un edificio restituito al paese

Mazzano, l’Abba riparte dalla sua storia: dieci aule rinnovate e un edificio restituito al paese

Elena Muti – I cantieri nelle scuole hanno una scadenza che non ammette molte discussioni: il primo giorno di lezione. A Molinetto quello della primaria Abba arriva con i lavori finalmente alle spalle. Dopo un percorso lungo, iniziato sulla carta nel 2018 e accompagnato da imprevisti e varianti, la parte storica dell’edificio è pronta. L’intervento è costato 3,8 milioni di euro e consentirà al nuovo anno scolastico di partire regolarmente.

Il conto degli spazi restituiti dice molto più delle formule tecniche: dieci aule didattiche, due blocchi di servizi igienici, la bidelleria e due sale insegnanti. Tutto è stato interessato da una riqualificazione strutturale, funzionale ed energetica. Ma il lavoro non si è limitato agli ambienti utilizzati durante le lezioni: una porzione della scuola acquista infatti una funzione più ampia rispetto al solo orario scolastico. È la parte su due piani, composta da quattro aule con i relativi servizi, ad avere una caratteristica decisiva: dispone di un ingresso autonomo dall’esterno. Una separazione semplice, ma utile. Permetterà di aprire questi locali senza coinvolgere il resto della scuola e di destinarli alle attività di pre e post scuola, ai servizi educativi integrativi e alle iniziative delle associazioni del territorio. Con i lavori è stato inoltre recuperato il parcheggio pubblico di viale Bianchini, che servirà anche il centro storico.

Per arrivare fin qui, però, il progetto ha dovuto fare i conti con l’edificio così com’era davvero, e non soltanto come appariva nei disegni. La progettazione era partita nel 2018 ed era stata aggiornata nel 2022 durante le operazioni. Sono poi arrivate altre quattro perizie di variante. Il sindaco Ferdinando Facchin ha spiegato che proprio le condizioni riscontrate nel corso dell’intervento hanno imposto lavorazioni più estese di quelle previste inizialmente. Il caso più evidente è quello del tetto. Il programma originario contemplava un intervento limitato a una porzione, mentre il cantiere ha portato al rifacimento completo della copertura. Durante i lavori sono stati inoltre individuati manufatti contenenti cemento-amianto che non erano emersi nella fase progettuale. Si è quindi proceduto alla loro rimozione, aumentando ulteriormente i livelli di sicurezza dell’edificio.

Dietro il risultato c’è un mosaico di finanziamenti. Dei 3 milioni e 800mila euro complessivi, 2 milioni e 118mila arrivano da un contributo statale, inizialmente finanziato attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza e successivamente ricondotto al Programma delle medie opere. Altri 549mila euro provengono dal Fondo opere indifferibili, mentre il Gestore dei servizi energetici ha contribuito con 459mila euro destinati agli interventi di efficientamento energetico. Il resto lo ha messo il Comune di Mazzano: 685mila euro, dei quali 200mila attraverso un mutuo. Per l’amministrazione guidata da Ferdinando Facchin, il significato dell’operazione sta proprio nella doppia natura dell’edificio: scuola durante le ore della didattica, spazio utilizzabile per altre attività quando le lezioni finiscono.

Alla fine resta una vecchia scuola che non ha smesso di essere tale. È stata conservata e trasformata, anziché semplicemente sostituita. Da settembre torneranno gli alunni, gli insegnanti e la normale vita delle aule. Ma una parte dell’Abba potrà continuare a vivere anche dopo l’ultima campanella. Ed è forse questo il risultato meno appariscente, ma più concreto, di un cantiere durato anni.