Arrestati due dipendenti comunali, parla il Sindaco Giacomini

Arrestati due dipendenti comunali, parla il Sindaco Giacomini

La piaga del secondo lavoro, che sembrava ormai una lontana barzelletta lecita solo nelle migliori pellicole comiche degli anni ’70, arriva fino a noi.

Arrestati due operai che, invece di essere occupati al Comune di Rezzato, stavano intervenendo per riaprare un guasto idraulico a casa di una signora. All’uscita, Polizia locale di Rezzato e di Montichiari li attendevano trepidanti.

I due 50enni bresciani si trovano da ieri agli arresti domiciliari, dopo aver ammesso tutto davanti al magistrato. La procura sta ora portando avanti l’indagine, che è stata sollevata dalla segnalazione di un cittadino residente «stufo della situazione».

Accuasati di truffa, peculato d’uso, peculato e falste attestazioni di presenza in servizio, gli uomini erano seguiti da ormai tre settimane. Vetture personali e carburante per i lavoretti privati erano, ovviamente, a spese del Comune stesso, dove i due stacanovisti si facevano tranquillamente timbrare i cartellini da dei complici.

Fermo il messaggio lanciato dal Sindaco Giacomini:  «Procederemo senza indugi per il licenziamento immediato, i comportamenti emersi sono inaccettabili e ci colpiscono nel profondo. Un ringraziamento sentito a tutti coloro che hanno lavorato nell’indagine. Ci costituiremo parte civile anche per eventuali azioni di risarcimento danni.» 

L’Amministrazione Comunale si dice «parte lesa di questi comportamenti gravissimi e ingiustificabili: sono state per questo immediatamente avviate le procedure per la sospensione ed il licenziamento delle persone coinvolte, in attesa di avere informazioni ufficiali. Inoltre Ringraziamo i magistrati e le forze dell’ordine che con questa indagine hanno permesso di portare alla luce questi fatti, in particolar modo il ringraziamento va alla polizia locale di Rezzato, che con grande senso del dovere ha indagato sui suoi stessi colleghi. Confermando la fiducia in tutti i dipendenti che svolgono il loro lavoro in modo corretto, ribadiamo l’assoluta tolleranza zero verso questi comportamenti.»