ll padre questo sconosciuto, potremmo dire. E non perché non esiste, o non sia importante, ma solo perché se ne parla poco, tutto sommato. Se esiste una mistica della maternità, oggi ripresa ed a mio avviso eccessivamente enfatizzata, non ne esiste una della paternità. Il mondo è cambiato, a volte sostanzialmente, a volte solo in superficie, nel senso che sono cambiati solo i modi in cui i fenomeni si presentano. Vedi i sentimenti umani. La figura paterna fa parte dei cambiamenti sostanziali. Se ci voltiamo indietro a guardare la storia sappiamo che il padre era il genitore di gran lunga preminente, colui che dettava le leggi familiari, che esercitava il potere su moglie e figli, che comminava sanzioni in caso di trasgressione delle regole. Addirittura un tempo aveva potere di vita e di morte sui figli. La trasmissione del patrimonio fra le generazioni, del potere dinastico e nobiliare (con eccezioni), del cognome, era rigorosamente patrilineare. L’ubbidienza ed il rispetto dei figli era richiesto verso entrambi i genitori, ma la legge era esercitata dal padre, il vero titolare riconosciuto. L’autorità ed il potere del padre originavano fortemente dal suo potere economico: solo lui forniva il sostentamento alla famiglia mentre la madre ne era la custode. I modi di organizzazione delle società, la distribuzione del potere, le modalità dei rapporti umani, le credenze, i ruoli, i significati non si limitano ad esistere nel tempo ed a chiudersi quando i tempi cambiano, ma penetrano profondamente nella psiche umana, andando a costituire una eredità trasmessa di generazione in generazione, non cancellabile, né facilmente modificabile. Entrano a costituire una vera e propria struttura mentale a livello soggettivo, così come a livello sociale. Mai sentito parlare di “inconscio collettivo”? Ecco, è un po’ quella roba lì. Questo per dire che da un punto di vista psicoanalitico il Padre rappresenta la Legge, l’ordine, la sanzione eventualmente, il patto sociale, mentre la Madre rappresenta l’accudimento, il sentimento, il nutrimento, la protezione. Chiaramente Freud era uomo dell’ottocento, tempo in cui le cose stavano ancora molto, moltissimo, in quei termini. I ruoli, le competenze e le norme era chiare e rigide e discostarsene era praticamente impossibile. E oggi? Quanto resta di quel mondo? Sotto sotto è ancora così o siamo invece attori e testimoni di cambiamenti epocali? Direi decisamente che nella nostra realtà culturale il cambiamento è radicale e, forse, irreversibile. Simbolicamente il padre continua a rappresentare l’autorità, il maschile continua ad avere una propria valenza specifica, diversa e complementare al femminile, ma il tutto sempre più sfumato. Il famoso padre-padrone non esiste più, per fortuna, se non in rari inaccettabili casi, ed al suo posto si va ponendo una figura paterna diversa. Ed è proprio qui che si gioca la partita più importante, quella della definizione. La funzione paterna si complessifica, non è più possibile riprendere semplicemente quella delle generazioni precedenti, anche a noi vicine, ma sono richieste ai nuovi padri qualità e competenze per loro in parte nuove, in una sintesi spesso difficile da raggiungere.
Rubrica a cura di Elena Scutra


