Come racconta l’ inviata Francesca Zani del Giornale di Brescia, correva il lontano 1930 quando Martino Tomasi, partì per Uruguay in cerca di fortuna. Da allora non fece più rientro a casa e si persero del tutto le sue tracce. Questa situazione rimase invariata fin quando la nipote, stabile residente di Rezzato, venne mossa dalla curiosità di conoscere le ragioni per il mancato rientro in patria del nonno. Così decise di partire all’ insegna di Montevideo in cerca di notizie su Martino. Qui ha scoperto di avere due zie di cui prima ignorava l’ esistenza. Le due Maria del Carmen e Maria di Rosario sono in realtà le figlie di nonno Martino, il quale si era ricostruito una nuova vita lontano dalla sua famiglia di origine. La famiglia natale lo vide per l’ ultima volta quando la nave per l’ America Latina stava per salpare. Lasciò la moglie, le due figlie e il figlio, il tutto per migliorare le loro poverissime condizioni di vita. Nei primi tempi restò viva la corrispondenza letteraria fra Martino e la moglie, nella quale lui le chiedeva di fargli visita. Ma a causa delle precarie condizioni economiche ella non potè mai raggiungerlo. Col passare del tempo Martino si rifece una vita probabilmente a causa della mancata fortuna e dell’ impossibilità di ricongedo con la famiglia italiana. A soffrire maggiormente la mancanza del padre fu il figlio Tomaso, il quale sfortunatamente a soli 29 anni perse la vita. Oggigiorno la vicenda pare abbia trovato un lieto fine con la riscoperta da parte di Valeria di una nuova famiglia allargata.
Dall’ intervista di Francesca Zani ( Giornale di Brescia 28 Febbraio 2018)


