Il Comune di Rezzato aveva ragione in proposito allo smaltimento di 13mila metri quarati di terre e rocce da scavo depositati nella cava Ateg25.
Sono stati infatti respinti dal Tar i ricorsi della società proprietaria del sito, che chiedevano l’annullamento dell’ordinanza del Comune nella quale si intimava la rimozione e lo smaltimento del materiale giacente da oltre 6 anni.
Il materiale avrebbe dovuto essere riutilizzato entro 12 mesi, ma non è stato così e durante un sopralluogo è stato rinvenuto il materiale: 13 mila metri quadrati di terre e rocce da scavo in cui si è rinvenuta la presenza di rifiuti di altra origine, come parti metalliche, cemento, asfalto e piastrelle.
Il Tar ha sentenziato che la “negligenza della proprietà è acclarata dal deposito del materiale” e che “al materiale originale se n’è aggiunto dell’estraneo, di provenienza sconosciuta“.


