Massimo Pedercini, dirigente di Garda Uno, conferma che La Castella non cambia idea: «desideriamo valutare in accordo con le istituzioni le soluzioni migliori e realizzarle».
La società ha già ottenuto l’autorizzazione per realizzare un giacimento controllato destinato allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi: 905mila le tonnellate autorizzate.
In tratttiva le compensazioni per i Comuni interessati: Brescia, Rezzato e Castenedolo. Nulla impedisce di pensare a soluzioni compensative alternative, da parte della Castella. Si attende ora il pronunciamento dei giudizi del Tar: se desse ragione alla società, la discarica entrerà in funzione all’inizio del 2020.
In caso contrario, è già pronto un ricorso al Consiglio di Stato.


