Ad agosto 2018 il TAR per la Lombardia, sezione staccata di Brescia, in relazione al ricorsi relativi al bando di gara dell’A.T.E. O3 (sinistra Rino) presentati da Società Cooperativa Valverde Escavatori Marmo Botticino, da La Cima di Bresciani Rodolfo e Figli S.r.l. e Società Savio Domenico S.r.l. aveva pubblicato alcune ordinanze in cui aveva già riconosciuto le scelte della Giunta Marchese in merito all’istituto della concessione e allo strumento della gara per l’individuazione del contraente, mentre considerava necessario un più ampio approfondimento su alcuni degli aspetti posti alla base del progetto, in particolare sulla scelta di affidare la gestione dell’intero ambito estrattivo in un lotto unico e sull’imposizione del quantitativo minimo di escavazione, fissando per la trattazione di merito del ricorso un’udienza pubblica per il 30 gennaio 2019.
Il 3 maggio 2019 è arrivata la sentenza del TAR anche su questi ultimi punti e conferma il lavoro fatto da Donatella Marchese Sindaco di Botticino con delega alle cave, in particolare evidenziando le ragioni del lotto unico, ma non solo. Si legge infatti a questo proposito nella sentenza: “Il Comune ha un evidente interesse a massimizzare il risultato economico dell’escavazione di marmo sulle aree di sua proprietà. Questo obiettivo giustifica la previsione di un canone annuo minimo indipendente dall’attività estrattiva, che impone al concessionario di organizzarsi per mantenere elevato il ritmo della produzione, essendo questa la provvista da cui si potrà attingere per effettuare i pagamenti dovuti.” E ancora “La presenza di un unico soggetto economico responsabile della gestione dell’intero bacino di scavo consente infatti di programmare unitariamente l’avanzamento dei diversi fronti di scavo, e dunque migliora la sicurezza delle condizioni di lavoro, in particolare evitando le attività interferenti.”
Inoltre sulla tutela delle micro imprese “In questa direzione si muove correttamente il disciplinare di gara (v. punto 16-B), che attribuisce un punteggio all’operatore economico o al raggruppamento temporaneo la cui offerta coinvolga il maggior numero di piccole e medie imprese.”
Per quanto riguarda i criteri di attribuzione del punteggio “non costituiscono una forma di indebita interferenza nell’autonomia dei N. 00546/2018 REG.RIC. cavatori relativamente all’organizzazione dell’attività estrattiva, né si sovrappongono alle norme tecniche di settore, ma indirizzano il progetto di sfruttamento della cava verso obiettivi di qualità, sicurezza e compatibilità ambientale.“
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) definitivamente si pronuncia respingendo i ricorsi riuniti e compensando le spese di giudizio in entrambi i ricorsi.
“La questione Cave è molto complessa e ha richiesto un percorso lungo, degli studi approfonditi e l’affiancamento a professionisti preparati che hanno portato al risultato dei Bandi” dichiara il Sindaco Donatella Marchese “Questa sentenza conferma totalmente il lavoro fatto e soprattutto sottolinea come l’impianto delle gare abbia come obiettivo da un lato massimizzare il risultato economico come è giusto da un punto di vista manageriale, dall’altro salvaguardare il lavoro, la sicurezza e l’ambiente. Sventrare la montagna con un altro fronte di cava e realizzare un’altra strada con i costi esorbitanti che avrebbe comportato in termini economici e ambientali come previsto dal Piano Pinzari, non è mai stata una posizione attuabile per questa Amministrazione.” Concluede il Sindaco Marchese“Il lavoro non è finito, c’è da proseguire sulla strada tracciata, nel prossimo mandato e mi auguro che chiunque sarà eletto mantenga l’impegno di tutelare i Botticinesi con la stessa determinazione.”


