di Abrami Emanuele
Com’è andato in linea generale questo periodo? Avete dovuto svolgere degli interventi particolari a causa del COVID?
Il periodo, per noi come per tutta la cittadinanza, è stato particolarmente difficile e faticoso. Spesso si è dovuto intervenire in situazioni umanamente complesse, che rendevano l’applicazione delle norme oltremodo complicata, anche perché purtroppo non è nostra facoltà applicare quello che correntemente viene definito “buon senso” ma che, in altri termini, potrebbe essere letto come un’omissione. Si è comunque cercato di non andare oltre il fine ultimo delle normative di contenimento, cercando dove possibile di fare più prevenzione che repressione, in modo da accompagnare i cittadini alla corretta comprensione delle normative emanate dal Governo e dagli Enti Locali, che spesso per la loro successione temporale risultavano di difficile lettura, anche se tutte finalizzate al medesimo obiettivo: la salvaguardia della Salute Pubblica.
Come vi siete trovati rispetto alle nuove mansioni da svolgere?
Le nuove mansioni non sono affatto nuove, in quanto le competenze e le qualifiche della Polizia Locale sono le stesse delle altre Forze di Polizia, anche se il riconoscimento economico e giuridico spesso è inferiore per una mancata riforma che tarda ormai da decenni e ci vede equiparati di fatto a loro ma non in termini di tutela. I controlli, se vogliamo, e le mansioni sono state fortemente penalizzanti per l’Amministrazione perché ci siamo ritrovati a svolgere prevalentemente compiti di Pubblica Sicurezza, dovendo quindi necessariamente tralasciare (e quindi “rimandare”) quelli a cui normalmente dedichiamo la maggior parte del nostro tempo quali, ad esempio, la polizia stradale, la polizia commerciale, la polizia giudiziaria o amministrativa, notifiche e accertamenti anagrafici ecc.
Che tipo di reazioni avete visto da parte della popolazione? Avete notato più disciplina e senso civico del solito?
Credo che la popolazione abbia risposto in modo molto ordinato e coscienzioso alle norme di contenimento. Ovviamente ci sono stati dei verbali, ma in linea di massima, soprattutto nella prima fase, la gente ha rispettato le disposizioni. Successivamente i controlli sono stati più complessi per via delle tante (troppe) eccezioni e l’impossibilità di un controllo efficace, tuttavia anche in questo periodo mi è parso di notare un comportamento coscienzioso da parte di tutti. Solo ultimamente si nota che la gente ha frainteso le aperture e sta avviandosi verso una normalità che è ancora prematura.
Vi siete trovati costretti a dover fare molte multe a causa di spostamenti non conformi alle normative vigenti durante la quarantena?
La media è stata di circa una quarantina di controlli al giorno, con 4-5 sanzioni. Raramente ci si è discostati da questi numeri, per cui credo che in linea di massima le persone hanno risposto correttamente alle disposizioni di contenimento, perlomeno nei territori dei miei comuni.
La popolazione si è mostrata collaborativa per quanto riguarda le segnalazioni? C’è chi ha esagerato e si è messo a fare il vigilante o, al contrario, secondo voi c’è stato troppo individualismo da questo punto di vista?
Purtroppo l’animo del vigilante è insito in certe comunità, e le regole ferree del lock-down hanno esasperato questa tendenza. Abbiamo avuto casi di segnalazioni esagerate, dettate più che altro dalla frustrazione di chi era costretto a stare in casa e segnalava i vicini ritenendoli ingiustamente in quarantena o comunque che a loro giudizio ponessero in atto atteggiamenti non conformi alle norme. Abbiamo puntualmente registrato ogni segnalazione e fatto le opportune verifiche, e di tutte quelle ricevute pochissime si sono rivelate fondate.
Come vi siete trovati a gestire le masse nei mercati e supermercati? Ci sono stati problemi?
I mercati sono stati sospesi, e i supermercati hanno immediatamente provveduto a mettersi in linea con le norme per cui, da un punto di vista di gestione, da parte nostra non è stato richiesto alcun intervento se non, ma in rarissime occasioni, una verifica del rispetto delle normative che però non ha mai dato origine a sanzioni.
Avete avuto paura del contagio o vi sentivate adeguatamente protetti?
Ho provveduto a fornire al personale ogni dispositivo di protezione necessario fin dal primo giorno, cercando di avvantaggiarmi rispetto all’evoluzione delle normative. Il personale ha avuto sempre a disposizione abbondanza di mascherine FFP2, guanti, gel e spray igienizzanti, termometri a infrarossi e telecamera termica che hanno consentito a questo Comando, pur essendo tutti i giorni sul territorio con almeno due pattuglie per turno, 7 giorni su 7, di non registrare alcun caso di positività tra i propri componenti.
Il numero di infrazioni “normali” è calato o aumentato durante il periodo di quarantena?
Nella prima fase, di chiusura totale, le infrazioni stradali sono state praticamente ridotte a zero. Nelle fasi successive si è avuto un lievissimo aumento ma anche a causa del fatto che il personale e prevalentemente impegnato nelle verifiche del rispetto delle norme di contenimento piuttosto che in altri ambiti. Certamente l’importo delle sanzioni accertate nella prima metà di quest’anno è quasi azzerato per queste ragioni.
Secondo voi sono stati più disciplinati e coscienti i giovani o gli anziani durante la quarantena, e perché?
Ritengo che i giovani siano stati letteralmente segregati in casa, venendo meno la scuola e quindi la ragione principale di movimento, di fatto non avevano motivi validi per uscire. Questo spiega forse gli eccessi non appena si è consentito loro di uscire. Gli anziani, di contro, avevano molte valide ragioni per uscire, che opportunamente dilazionate nell’arco della giornata poteva consentire loro una vita quasi normale, e questa è forse il controsenso più rilevante che ho potuto verificare in questo periodo: le persone che avrebbero dovuto proteggersi maggiormente, gli anziani, erano invece proprio quelli che più frequentemente si incontravano in giro per la strada.
Sono state destinate più risorse alla polizia durante quest’emergenza? Più personale?
Assolutamente no. Le risorse impegnate dall’Amministrazione (a parte alcune ore straordinarie finanziate inizialmente dallo Stato) sono state le medesime di sempre, sia in termini economici che di personale.
C’è un messaggio che vorrebbe rivolgere a tutti i nostri lettori anche circa il comportamento da tenere nei mesi che verranno?
Non credo di avere alcun messaggio se non quello di usare il “buon senso”. Spesso si chiede a noi e alle altre Forze di Polizia di “applicare il buon senso”. Noi applichiamo la Legge e cerchiamo di applicarla in modo corretto, mentre gli unici che possono applicare il “buon senso” sono proprio loro, i cittadini: sia quando pongono in essere determinati comportamenti, sia quando eleggono i loro rappresentanti che impongono quelle leggi. Noi non possiamo che adeguarci a quelle.


