Abrami Emanuele – I lavori cominceranno nel 2023 e proseguiranno sino all’anno 2029. L’obiettivo è chiaro: realizzare l’uscita dell’Alta velocità da Brescia verso Verona. Una modifica incredibile alla viabilità: previsto appunto il quadruplicamento affianco all’attuale strada. Il progetto preliminare è stato depositato da RFI (Rete Ferroviaria Italiana).
Il percorso non sarà eccessivamente lungo: appena 10km, di cui ben 4 distribuiti fra Rezzato e Mazzano. Il costo complessivo dell’opera sarà di 555 milioni di euro. Già partita da parte del ministero dell’Ambiente e delle altre istituzioni competenti la Valutazione d’impatto ambientale. A Settembre prevista la conferenza dei servizi del ministero dei Trasporti.
Hanno fatto sentire le loro ragioni anche i comitati No Tav locali, che si sono impegnati in alcuni importanti proteste appena fuori dalla Camera di Commercio. Aldo Isi, dal canto suo, ad Italferr ha spiegato che : “Abbiamo cercato di non ripetere gli errori del passato, cercando di individuale opportunità per ristrutturare il contesto attraversato”.
Un’opera che cercherà, invero, di rendere più verde e pulita l’area che attraverserà, prevedendo nei suoi pressi circa 6km di piste ciclabili, sottopassaggi ciclopedonali e diversi orti urbani. Saranno anche ristrutturate alcune infrastrutture minori.
L’alta velocità dovrebbe sì causare un lievissimo aumento del traffico nei suoi pressi ma anche molti benefici, come un sensibile aumento nel valore degli immobili, sia in quelli destinati ad un uso residenziale che più spiccatamente commerciale/amministrativo.


