Abrami Emanuele – I sigilli sono stati messi in forma del tutto preventiva. Per adesso, comunque, resta sotto sequestro l’autolavaggio teatro, pare, di abusi sui lavoratori dipendenti da parte del titolare. L’accusa formulata dagli inquirenti sarebbe infatti la seguente: il padrone dell’autolavaggio avrebbe sfruttato i suoi dipendenti. Spetta alla magistratura valutare se sia il caso di convalidare o di non convalidare tale disposizione messa in atto dalla dalle forze della Polizia Locale di Rezzato.
Il sequestro preventivo all’autolavaggio collocato in via Mazzini è arrivato ad inizio mese e ancora tanta è l’incertezza legata alla vicenda. Sarebbe un pachistano sulla quarantina il titolare sotto accusa, già in Italia da diverso tempo. Sembra che la paga per i suoi lavoratori(anche loro pachistani e richiedenti asilo) non superasse i due euro all’ora e che i tre dipendenti fossero spronati a lavorare senza sosta dal primo mattino sino a sera inoltrata (esattamente, per 12 ore). Anche a causa della sua posizione strategica, quanto avveniva all’interno dell’autolavaggio non poteva non essere notato, fino a finire nel mirino degli inquirenti.


