Intervista ad un medico di Rezzato in merito alla cosiddetta “Seconda Ondata COVID-19”.

Intervista ad un medico di Rezzato in merito alla cosiddetta “Seconda Ondata COVID-19”.

Abrami Emanuele – Non è una novità, per il nostro giornale, affiancare la professionale figura del medico di medicina generale al complesso tema “pandemia”. Coerentemente rispetto a quanto sta avvenendo in queste settimane, abbiamo quindi approfittato del tempo di uno di questi “custodi della salute” delle nostre comunità, il dottor. Luigi Pialorsi di Rezzato.

 

Come procede la “Seconda Ondata” rispetto a quella che ci ha investiti in Marzo?

 

Devo dire che, tutto sommato, nel suo complesso, questa seconda esperienza pandemica va molto meglio. Abbiamo fatto sicuramente tesoro di tutte le accortezze e anche a livello sanitario sappiamo come e reagire in maniera più coerente e organizzata. I malati non mancano: il numero dei casi è in crescita anche nella nostra zona (per il momento), ma pochi di questi sono da reputare veramente “seri”. I malati accusano principalmente sintomi parainfluenzali lievi e febbri tutt’altro che preoccupanti. Negli ultimi 4 mesi io e il mio collega abbiamo fatto ricoverare soltanto un paziente per una polmonite. Per il resto ribadisco ciò che già si sa: il numero di contagiati è sensibilmente maggiore rispetto al periodo primaverile e l’età media dei colpiti si è sensibilmente abbassata (secondo la mia esperienza, la maggior parte dei positivi avrebbe fra i 20 e i 60 anni).

 

Come vengono gestite, invece, le visite? Come sono trattate le altre malattie?

 

Le visite non si fermano, le effettuiamo sempre e in presenza, ovviamente, presso il nostro centro. Il periodo è ovviamente complicato: il COVID-19 è infatti soltanto una delle molteplici problematiche sanitarie che ci troviamo a gestire ogni giorno. Cerchiamo di evitare il più possibile che si formino assembramenti lavorando ad esempio con i telefoni, ma chiaro che ci siano delle dilazioni nelle tempistiche anche semplicemente per permettere che le misure di sicurezza siano globalmente rispettate. Ci troviamo peraltro in piena campagna vaccinale, arriva l’Autunno e con lui i classici malati di stagione, gli ospedali sono a rischio saturazione quindi anche per noi diventa più difficile pianificare interventi che coinvolgano quelle strutture… Non lasciamo però i nostri pazienti da soli e ci stiamo impegnando perché tutto proceda nel migliore dei modi.

 

Prevede che nei prossimi mesi la situazione attuale migliorerà o peggiorerà?

 

Personalmente ritengo che l’attuale condizione andrà peggiorando via via che ci inoltriamo nel periodo invernale. Sono piuttosto pessimista in merito. Ritengo che se la situazione continuerà ad evolversi così, verso il mese di Gennaio conteremo molti più malati. Bisogna mantenere la guardia sempre alta ed impegnarsi nel rispetto delle norme volte a garantire la nostra sicurezza.

 

Come vede reagire la popolazione al ritorno del COVID-19?

 

Il Covid non se ne è mai andato, il fenomeno si era semplicemente affievolito. Posso affermare che generalmente la reazione è buona: le persone capiscono perfettamente il perché di alcune misure e di alcune tempistiche tecniche e collaborano con i dottori nell’interesse generale. Alcuni personaggi però reagiscono molto male, con supponenza nonostante la loro ignoranza sul tema, e altri ancora devo dire sono molto aggressivi e pretenziosi: vorrebbero, per esigenze personali, che il tampone si facesse in poco tempo, così da poter proseguire con la loro quotidianità in men che non si dica. Purtroppo ci sono tempi medici e tecnici molto precisi al di fuori dei quali non è né sensato né possibile avere l’esito del tampone. Per adesso servono almeno dai 10 ai 14 giorni per tutti, nessuno escluso. Ecco anche perché è particolarmente importante evitare di mettersi in pericolo con comportamenti a rischio: dobbiamo evitare che si intasi il sistema.

 

Lei vive da solo? Facendo tante visite a postivi o sospetti tali, non ha paura di contagiare qualcuno a casa?

 

Non ho nessuna paura. Vivo con mio padre che ha ben 92 anni. Se si osservano tutte le misure, dalla mascherina, all’igienizzazione, al distanziamento sociale, non corriamo nessun pericolo. È importante da ogni punto di vista evitare di vivere nel panico e cercare di esercitare un prudente ottimismo.