Alessia Frassine – Arpa Brescia (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) ha messo a disposizione dei droni per il controllo ambientale e la denuncia di eventuali reati. Quest’ultimi vanno dai rifiuti abbandonati a atti illegali all’interno di discariche e cave abusive.
Il controllo viene effettuato attraverso fotografie che non corrispondono a quelle che tutti noi quotidianamente scattiamo tramite i nostri dispositivi elettronici, ma ad un particolare tipo di immagine chiamato “ortofoto”. Si tratta di una fotografia aerea che è stata geometricamente corretta e georeferenziata in modo tale che la scala di rappresentazione della fotografia sia uniforme, cioè la foto può essere considerata equivalente ad una carta geografica. Può essere utilizzata per misurare distanze reali poiché raffigura una rappresentazione effettiva della superficie della Terra.
Per realizzare un’ortofotografia si scattano tante immagini sequenziali dell’area, tramite il volo simultaneo di due droni, da riprodurre cercando di mantenere un’alta sovrapposizione tra due fotogrammi vicini. Le foto sono poi trattate in software specifici che le uniscono e generano una fotografia ortorettificata, dove gli errori dovuti alla posizione del punto di ripresa, all’inclinazione della macchina fotografica ed ai dislivelli dell’area rilevata spariscono.
Come spiegato dal direttore di Arpa Brescia Fabio Cambielli, tramite questo tipo particolare di fotografia si possono esaminare diverse informazioni, ad esempio se una cava rispetta la sagomatura, se è conforme alla planimetria autorizzata, se il materiale estratto corrisponde alla quantità prevista dal progetto.
A Brescia, questo tipo d’immagine è stata scattata per la prima volta lo scorso mese e riprende l’Ate 25 di Rezzato fornendo informazioni dettagliate riguardo alle condizioni delle cave e discariche della zona in oggetto. Gli autori sono i tecnici e gli ufficiali di polizia giudiziaria di Arpa Brescia . Lo studio, che consente di verificare che la profondità dello scavo e il bacino creato corrispondano quelli autorizzati, è opera di Regione Lombardia e prende il nome di Savager (sorveglianza avanzata gestione rifiuti).
Come affermato semre da Cambielli, i droni stanno controllando gran parte del territorio bresciano e laddove necessario, avranno luogo controlli coordinati dal nucleo Ambientale inter-istituzionale su volontà del prefetto Attilio Visconti. Gli enti coinvolti sono Arpa, Ats, Noe, la Guardia di finanzia e i Carabinieri forestali.

