Cominciamo con una presentazione
Sono Roberta Sberna, Consulente del Lavoro, d’Impresa e della Gestione Aziendale; opero presso lo Studio sito in Rezzato Via V. Sberna 2/e per la parte Fiscale e in Via Don Landi, 4 come Duesse Consulenza del Lavoro STP per la parte Lavoro.
Il 2020 è stato per tutti un anno unico e verrà ricordato per le quarantene, per la sofferenza ma anche per l’impegno e per lo sforzo di tutti. Già dai primi giorni, tuttavia, il discorso si è anche focalizzato sull’economia e sul mondo del lavoro. Ora che l’anno è quasi finito, quali sono state a suo avviso le categorie che ne hanno sofferto maggiormente?

Nel nostro territorio alcune realtà sono state profondamente colpite, specialmente quelle che stavano già affrontando delle difficoltà. Ad esempio, il settore cave ha subito un contraccolpo importante che è andato a sommarsi al rallentamento del mercato este
ro degli ultimi anni, mentre ad alcuni settori è stato chiesto un cambiamento repentino e importante per proseguire,
pensiamo al delivery nella ristorazione o allo smartworking dove possibile.
Si è parlato molto di aiuti proprio per queste categorie; ha qualche consiglio per rimanere informati ed eventualmente accedere a questi aiuti?
Gli aiuti sono arrivati, sia dallo Stato, dalla Regione e anche a livello Comunale, ma vanno analizzate le singole realtà. Aziende già in difficoltà, senza commesse, con grosse esposizioni o non capitalizzate, non riescono a far fronte a questo ulteriore momento di crisi. Alcune realtà, sebbene con moltissimo impegno e ingegno, riescono a continuare il proprio lavoro, (pensiamo al bar che consegna l’aperitivo a domicilio ad esempio) sfruttando anche la possibilità concessa dai vari DPCM di poter spostare, senza aggravio di sanzioni ed interessi, imposte e contributi, confidando in una ripresa in tempi non molto lontani.
In tal senso è fondamentale il nostro ruolo; il Professionista affianca infatti l’Azienda nel percorso di sviluppo e gestione dell
’attività e in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, gestire i rapporti con i vari Istituti (Inps, Inail, Dtl, Ag.Entrate) è il risultato di coesione dei rapporti fra la nostra Categoria e l’Amministrazione Finanziaria.
La situazione ha favorito e in alcuni casi obbligato alcune aziende a utilizzare il sistema del telelavoro. A suo avviso, rimarrà qualcosa anche finita l’emergenza sanitaria? Se sì, può essere una opportunità o un rischio?
Portando come esempio la mia Professione, molti aspetti che ora sono gestiti in smartworking torneranno in presenza non appena possibile, ma non escludo che l’approccio telematico possa apportare alcuni benefici sul lungo periodo. L’utilizzo delle piattaforme digitali per le video-conferenze, del telefono, anche solo di software come WhatsApp, è diventato così massiccio da costituire un
mezzo fondamentale, per noi come per molte altre Professioni. Alcuni cambiamenti preesistenti sono stati fondamentali, pensiamo alla fatturazione elettronica introdotta all’inizio del 2019, che ci ha permesso di svolgere una parte del lavoro senza supporti cartacei e potenzialmente snellendo le procedure, ma alcuni aspetti sono ora molto più complessi da gestire in digitale. Non tutti gli Istituti riescono a modificare tempestivamente, la loro struttura logistica, per risolvere problemi sia tecnici che di gestione interna, penalizzando pertanto il nostro lavoro Professionale.
Parliamo di futuro a breve e medio termine; qual è la sua opinione su una possibile ripresa nei prossimi mesi?
In questo momento stiamo facendo da cuscinetto fra il raggiungimento dei risultati richiesti a livello sanitario e le necessità economiche dei nostri territori. In aiuto a tutti coloro che hanno avuto sospensioni di attività o riduzioni importanti, si è attivato l’aiuto attraverso gli ammortizzatori sociali, scontrandoci con difficili protocolli di gestione in continuo cambiamento, che richie
de alla nostra figura una preparazione e gestione puntuale, precisa, affidabile e illimitata.
Il nostro territorio sta dimostrando, attraverso le sue aziende, un carattere e una resistenza che ci spingono a pensare alla ripresa in modo positivo. La pandemia non sparirà da un giorno all’altro; dovremo dimostrarci pronti a raggiungere un equilibrio fatto di compromessi e modifiche al nostro stile di vita, ma tutto ciò sarà possibile; siamo ottimisti!
In conclusione, un consiglio su come affrontare i prossimi mesi
A livello personale e Professionale, abbiamo passato dei mesi lottando a testa bassa, modificando tutta una serie di comportamenti e abitudini, con lo scopo di far estinguere l’emergenza sanitaria il prima possibile e ora, più di prima non dobbiamo abbassare la guardia. Alcune di queste modifiche, come l’implementazione delle consegne a domicilio per i ristoranti, possono rivelarsi così positive da costituire veri e propri business futuri, mentre alcune modifiche si perderanno perché non più efficaci.
La cosa che non si perderà sarà la necessità di sapersi e potersi adattare a nuove sfide, in un mondo, anche Professionale, dove il cambiamento ricopre un ruolo sempre più importante.


