I dolci di Santa Lucia all’Oratorio di Rezzato e Virle

I dolci di Santa Lucia all’Oratorio di Rezzato e Virle

Santa Lucia è innanzitutto una martire cristiana. Nata a Siracusa nel 283 aveva deciso di donare tutti i propri beni ai bisognosi. Denunciata come cristiana dal suo promesso sposo che agognava la ricca dote fu dapprima obbligata a invocare le divinità pagane e poi condannata a morte. La tradizione vuole anche che le siano stati cavati gli occhi. Probabilmente, la sua raffigurazione più classica con un vassoio sul quale sono depositati i bulbi oculari, sta a raffigurare che lei, Lucia (dal latino lux, cioè luce) fosse in grado di vedere la Luce e proprio a lei ci si affidava per guarire le malattie della vista.

Come mai una santa siracusana porta i doni a Brescia? Qui bisogna ricorrere ai libri di storia. Dopo la conquista araba dei territori del sud Italia le reliquie della santa furono trasferite nell’ultimo grande baluardo della cristianità ancora presente allora: l’impero bizantino. Qui le spoglie della santa riposano per molti secoli. Nel 1204, però, in occasione della quarta crociata avviene un evento impensabile. Le armate di crociati, guidate dalla Serenissima Repubblica di Venezia, al posto che dirigersi verso la Terra Santa decisero di attaccare Costantinopoli, la capitale dell’impero Bizantino, oramai in decadenza. Con grande avidità trafugarono ogni bene: tra cui il corpo della martire. Le reliquie furono dunque portate a Venezia che si preparava ad accogliere una nuova tradizione. É proprio nei territori assoggettati alla Serenissima che non riuscì ad instaurarsi, nei secoli seguenti, il più classico san Nicola di Bari (Babbo Natale) come portatore di doni per i bambini ma rimase salda la tradizione di Santa Lucia di cui a Venezia si conservano le reliquie. Nel 1981, in realtà, dei ladri ne trafugarono il corpo che però fu ritrovato nello stesso anno e riportato in città.

Molti dei territori un tempo assoggettati alla laguna (tra cui ovviamente Brescia “la fedele”) continuano, ancora oggi, a preferire la santa nonostante le molte campagne pubblicitarie in favore dei più blasonati “Babbi Natali”. Da tradizione, infatti, la notte tra il 12 e il 13 dicembre la santa passa di casa in casa, accompagnata dal fedelissimo e mansueto asinello per portare doni e dolciumi ai bambini più buoni.

Per rispettare le opere della santa, che donò i propri beni ai poveri, e al contempo non negarsi momenti di gioia con tutta la famiglia è bello comprare i dolciumi da chi si occupa del prossimo. Anche quest’anno è possibile farlo presso gli oratori di Rezzato e Virle. Tre le opzioni disponibili: vassoio da 5€, 10€ e 20€.

É necessario prenotare entro il 5 dicembre mandando un messaggio al 375 6767232. Dal 9 all’11 dicembre, poi, il pomeriggio dalle 16 alle 18, sarà possibile ritirare il proprio vassoio presso il Santuario Valverde.