Un fatto importante per la cronaca dell”ultimo mese è la storia di Pietro Tagliani di Mazzano. Per alcuni anni ha fatto l’elettricista e poi ha gestito il BarCollo del suo paese: salvo poi trasferirsi a Kiev. Qui ha lavorato per un’azienda che importa caffè dall’Italia gestita dallo zio. Pietro, però, spesso è tornato in Italia per far visita al figlio di 8 anni che vive con la ex Lara Gazzurelli. Anche grazie a lei è ripartito il viaggio di solidarietà di Pietro verso l’Ucraina.
Il 24 febbraio Pietro era stato avvisato dalla società per cui lavora di fare i bagagli e prepararsi a tornare in Italia. Non si è lasciato alle spalle la fiorente Kiev che aveva conosciuto fino a quel tragico girono: aveva purtroppo avuto l’occasione di assistere ad alcuni bombardamenti e di trovarsi coinvolto nel dramma della guerra. Dopo aver effettuato gli ultimi preparativi è partito in auto con suo cugino, una ragazza ucraina e il figlio di quest’ultima raccolto in un’altra città.
L’uscita dalla capitale non è stata semplice: ci sono volute più di due ore nelle quali l’auto ha dovuto attraversare molti posti di blocco armati ed è incorsa in molte deviazioni forzate. Anche l’uscita dallo stato è stata molto complessa: soprattutto per la ricerca di strade meno battute nel tentativo di evitare le zone calde di conflitto.
Dopo aver lasciato i compagni ucraini al confine con l’Ungheria, Pietro e il cugino sono ripartiti per l’Italia. Rientrato a Mazzano ha potuto riabbracciare il figlio ma non è rimasto a guardare: si è subito messo all’opera per procurare soccorsi e aiuti alla popolazione ucraina.
Grazie all’aiuto di Lara Gazzurelli, della primaria Laini di Desenzano, dell’associazione sostenitori dei vigili del fuoco di Cunettone di Salò ha raccolto molte risorse necessarie per la sopravvivenza della popolazione ucraina e ha organizzato un viaggio di ritorno nei luoghi del conflitto.
Un’associazione di Salò ha gentilmente messo a disposizione il veicolo che porterà medicinali, cibo, vestiti e pannolini a Berehove dove sono attesi da alcuni pastori di una chiesa Ortodossa. È già stato inviato l’elenco del carico perché tutto possa essere amministrato al meglio e sia distribuito a seconda delle necessità a Mariupol e Charkiv.
Il viaggio e la storia di Pietro rendono omaggio alle tante persone che si sono mobilitate per sostenere la popolazione colpita e che, tralasciando discorsi politici, economici e militari, si è ritrovata coinvolta suo malgrado in un evento che sta provocando dolore e sofferenza.


