Valorizzazione della tradizione: i cacciatori potranno cedere fino a 150 uccellini a ristoratori e privati

Valorizzazione della tradizione: i cacciatori potranno cedere fino a 150 uccellini a ristoratori e privati

Che lo Spiedo Bresciano, tipico delle nostre zone, affondi le proprie origini nella tradizione venatoria è fuor d’ogni dubbio. Le nostre terre di allevatori e cacciatori non potevano che produrre un piatto tipico tanto prelibato se non dalla materia prima a loro disposizione e, tra questa, non sono mai mancati i proventi della caccia.

Le leggi per la salvaguardia degli animali, però, negli ultimi decenni hanno subito forti restrizioni per garantire la continuità della biodiversità e perché le nostre zone possano mantenere le caratteristiche di flora e fauna che le rendono così uniche da molti secoli.

Proprio per questo la votazione del provvedimento del Consiglio regionale lombardo per la valorizzazione della cultura e della tradizione lombarda dello spiedo bresciano di altri preparati a base di selvaggina non poteva che creare un forte dibattito.

Trovare la linea di confine ideale tra la tradizione e la nostra nuova cultura, infatti, è un’impresa titanica, che certamente ha creato e continuerà a creare forte dibattito: soprattutto tra l’ambiente dei cacciatori e quello degli ambientalisti.

Alla fine il consiglio si è espresso: 45 voti favorevoli e 23 contrari. Anche durante le votazioni non sono mancate le polemiche e le discussioni tra le varie linee di pensiero. In particolare M5s e Pd i più contrari, anche se a quest’ultimi non è stata imposta alcuna linea e ognuno poteva scegliere in piena libertà.

La polemica è continuata lungamente. Il tema centrale è quello degli uccelli di piccola taglia per cui è vietato il commercio dal 2014. Con il nuovo regolamento i cacciatori potranno cedere gratuitamente ai ristoratori e ai privati fino a 150 capi ogni anno che potranno essere impiegati per la preparazione di ricette tipiche come, appunto, lo spiedo.

Non è mancata l’attenzione alla tracciabilità della cacciagione. La normativa infatti prevede un sistema regolamentato per poter risalire ad ogni singolo animale e poter individuare i vari passaggi che lo hanno portato all’inserimento nei menù delle nostre cucine.