L’estate è il momento dell’anno più propizio per dedicarsi a tematiche meno impegnate e più d’evasione.
Noi italiani siamo famosi per l’amore verso la buona tavola. dobbiamo però essere sinceri: nel mondo non è diffusissima la cucina bresciana, certo non al pari di quella siciliana, o toscana, o napoletana.
Tuttavia, seppur non moltissimi, noi bresciani siamo legati ai piatti tipici della nostra terra e…guai a chi ce li tocca. Come da tradizione, per i piatti più in voga, ogni famiglia conserva la sua ricetta, non di rado scritta a mano ancora dalla nonna e custodita davvero gelosamente come un testamento inappellabile.
Abbiamo pensato, senza alcuna pretesa di infallibilità, di compiere un breve sondaggio tra la popolazione. Qualcuno, infatti, leggendo questo articolo si riconoscerà e dirà: “Mi ricordo quando mi avete intervistato”.
Siamo stati al mercato, fuori dai supermercati, per strada e abbiamo semplicemente chiesto quale fosse il piatto della nostra terra preferito. Non abbiamo fornito le opzioni, anche per non influenzare e scorgere che cosa venisse in mente per primo.
Avendo cercato di intervistare più categorie di persone per ottenere un campione il più possibile rappresentativo, ci siamo imbattuti spesso in giovani, anche ventenni, che rimanevano un po’ sopresi e ammettevano di non conoscere piatti tipici della propria zona, o, peggio ancora (non menzioniamo tali pietanze!) sostenevano di essere convinti che alcuni cibi fossero tipicamente bresciani quando in realtà non hanno proprio alcun legame col nostro territorio. Qualcuno di loro, tra il serio e il faceto, ha dichiarato: “Cosa preferisco della cucina bresciana? Il pirlo!”
Fa riflettere il fatto che molti ci hanno risposto (pochi si sono rifiutati) e hanno esplicitato: “Io vi dico qual è il piatto bresciano che preferisco, ma questo non significa però che sia il mio piatto preferito in assoluto. Tra le pietanze bresciane preferisco questo, ma il mio piatto preferito in assoluto è…”
Certamente non c’è una grande cultura culinaria, tuttavia, come prevedibile, i tre piatti che si sono contesi il primato del cibo più succulento made in Brescia sono stati: i casoncelli, lo spiedo, la polenta taragna.
È stato curioso, nelle nostre interviste, constatare ad esempio come quelli che vengono definiti come dolci tipici bresciani, in realtà non siano sentiti tali per la stragrande parte della popolazione. La persiscata (interessante la leggenda che narra di una mamma di Collebeato volesse far recapitare al figlio in guerra le pesche del paese. Non potendo consegnare questi frutti freschi, decise di trasformarli in confettura e poi in gelatine, così da poter mantenere la loro dolcezza), la spongada, il castagnaccio (la celeberrima patuna), il bossolà, da pochissimi sono stati indicati come i propri dolci preferiti, i più giovani spesso non li conoscevano neppure.
Senza addentrarci in percentuali che presupporrebbero un’analisi dei dati e uno studio che il nostro test, nato quasi per gioco, non ha la pretesa di restituire in forma analitica, è stato interessante percepire come i casoncelli, ossia la versione bresciana dei ravioli ripieni, “se la giocassero” con lo spiedo, quest’ultimo, oltre tutto, particolarmente soggetto a critiche di preparazione. Mentre per i casoncelli, infatti, pare esserci una sorta di buonismo d’accettazione clemente di quasi tutte le varianti (unico imperativo: condimento con burro fuso e abbondante parmigiano e mai con olio!), per lo spiedo, con tanto di disciplinare, abbiamo notato un approccio molto serio e chi lo ha proclamato il suo piatto preferito ha subito continuato: “Ma bisogna saperlo fare. Dipende da dove lo mangi”. Comun denominatore certamente le molte, molte, molte ore di cottura.
Non compaiono invece la tinca o il luccio, che pure sono piatti annoverati tra quelli tipici bresciani ma non propriamente legati al nostro territorio, come a dire: siamo bresciani, sì, ma abbiamo una provincia che spazia dalle montagne al lago, dalla pianura alle colline, per cui non sentiamo propriamente nostri tutti i piatti definiti come tipici della nostra provincia.


