Alfio Mosca – Il 12 settembre potrebbe essere la data in cui i nostri ragazzi sentiranno la pandemia un po’più lontana. Sarà la prima volta dal lockdown del 2020 che sarà concesso andare a scuola senza mascherine e riprendere le attività in un clima più normale.
Saranno comunque mantenute le intense sanificazioni e l’obbligo del cambio di aria nelle aule. Questa è una nota dolente: sebbene siano passati 3 anni dall’inizio della pandemia le scuole non hanno ancora avuto i fondi per dotarsi di sistemi di aerazione per il cambio dell’aria e, in moltissimi casi, devono aprire le finestre con i relativi problemi nei mesi più freddi.
Naturalmente le Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini di mitigazione delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (anno scolastico 2022 -2023) pubblicate dell’Istituto superiore di Sanità non escludono la possibilità di un ritorno ad una situazione più stringente a causa dell’aumento dei casi. Così inizia la nota pubblicata il 5 agosto 2022:
Nel corso del 2022, a fronte dell’elevata copertura vaccinale raggiunta sia in termini di ciclo di base che di dosi booster, l’impatto sulle strutture sanitarie dei soggetti con COVID-19 si è mantenuto limitato nonostante la circolazione di una variante altamente trasmissibile come Omicron e relativi sottolignaggi. In ambito comunitario, inoltre, è stato attuato un progressivo passaggio da una strategia di controllo dell’infezione da SARS-CoV-2, incentrata sul tentativo di interrompere per quanto possibile le catene di trasmissione del virus, ad una strategia di mitigazione finalizzata a contenere l’impatto negativo dell’epidemia sulla salute pubblica.
Le misure segnalate come basilari, alle quali non bisognerà sottrarsi sono le seguenti: permanenza a scuola consentita solo senza sintomi/febbre e senza test diagnostico per la ricerca di SARS-CoV-2 positivo, igiene delle mani ed etichetta respiratoria, utilizzo di dispositivi di protezione respiratoria (FFP2) per personale scolastico e alunni che sono a rischio di sviluppare forme severe di COVID-19, sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati, strumenti per gestione casi sospetti/confermati e contatti e ricambi d’aria frequenti.
L’indicazione non elimina totalmente l’utilizzo delle mascherine, ma lo limita ai casi in cui alcune patologie aumentino il rischio di contrarre il virus con conseguenze severe. Ovviamente sarà importante per l’apprendimento garantire la continuità della didattica in presenza.
All’annuncio del lockdown il nostro sistema scolastico si era adattato velocemente alla nuova situazione di emergenza: raggiungendo ottimi risultati nonostante le nuove formule totalmente sperimentali. Quella, però, non poteva che essere una soluzione transitoria: le istituzioni scolastiche vogliono riuscire a garantire ai propri alunni la didattica in presenza perché maggiormente efficace: sia dal punto di vista didattico che da quello sociale.
L’isolamento ha causato in tutti noi, ma soprattutto nei più giovani, problemi relativi alla mancanza di contatto umano. Nonostante rimarrà d’obbligo mantenere comportamenti per evitare la diffusione dell’epidemia, essere in classe senza i dispositivi di protezione sarà un primo passo verso la normalità.
Nel caso in cui la situazione peggiori, invece, la nota dell’Istituto Superiore di Sanità propone misure più stringenti che, fondamentalmente, riporteranno i regolamenti in materia di sicurezza a quelli dell’anno scolastico appena concluso: distanziamento di almeno 1 m (ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano), precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione, aumento frequenza sanificazione periodica, gestione di attività extracurriculari, laboratori, garantendo l’attuazione di misure di prevenzione, mascherine chirurgiche, o FFP2, in posizione statica e/o dinamica (da modulare nei diversi contesti e fasi della presenza scolastica), concessione palestre/locali a terzi con obbligo di sanificazione, somministrazione dei pasti nelle mense con turnazione e consumo delle merende al banco.


