Famiglie affidatarie in costruzione: corso di formazione e consapevolezza

Famiglie affidatarie in costruzione: corso di formazione e consapevolezza

Elena Muti – Il bellissimo corso Famiglie affidatarie in costruzione è promosso dal comune di Mazzano sul proprio sito istituzionale, organizzato dall’Azienda speciale consortile per i servizi alla persona Brescia Est e i comuni dell’ambito 10 con capofila MontichiariL’evento è in collaborazione con #Genera_Azioni, la sorgente e Affido è.

Gli appuntamenti impegneranno le giornate di sabato 5,12 e 26 novembre 2022 e sabato 3 dicembre dalle ore 9.30 alle 12.00. La sede degli incontri sarà la sala polivalente del palazzo Frera in via Matteotti 9 a Castenedolo.

Al corso possono partecipare single, coppie coniugate e conviventi con e senza figli e senza alcun limite d’età. Un’occasione unica e da non perdere per conoscere meglio il mondo dell’affido e le sue potenzialità. Un argomento importante che riguarda tantissime famiglie in Italia e delle nostre zone. Partecipare è utile per avere nuove informazioni ed informarsi al meglio con persone specializzate pronte a condividere la bellezza di questo mondo.

Per info e iscrizioni è necessario contattare il Servizio affidi ambito 3 (Castenedolo) allo 030 2691959 oppure 366 6284757 o via mail servizio.affidi@pdzbsest.it.

In alternativa il Servizio affidi ambito 10 (Montichiari) al 342 0107526 oppure francesca.logica@montichiari.it

Insieme per l’affido familiare è una nuova cultura dell’accoglienza. Per ulteriori info www.affidobrescia.eu, mail a info@affidobrescia.eu oppure sulla pagina Fb Affido Brescia.

 

PUNTO DI APPROFONDIMENTO

Affido e Adozione le differenze

L’affido familiare è un’istituzione dell’ordinamento civile italiano che si basa su un provvedimento temporaneo che si rivolge a bambini e a ragazzi fino ai diciotto anni di nazionalità italiana o straniera, che si trovano in situazioni di instabilità familiare. Grazie all’affido, il minore viene accolto presso una famiglia che ne fa richiesta o ove ciò non sia possibile è consentito l’inserimento del minore in una comunità di assistenza pubblica o privata. L’affidamento è dunque un servizio di aiuto e sostegno creato nell’ottica della tutela dei diritti dell’infanzia, garantendo al minore il diritto a crescere in un ambiente che possa soddisfare le sue esigenze educative e affettive, in grado di rispettare i suoi bisogni, in riferimento alle caratteristiche personali e familiari e alla sua specifica situazione di difficoltà.

In Italia l’affidamento è disciplinato dalla Legge n. 184 del 4 maggio 1983 che è stata poi modificata dalla Legge n. 149 del 28 marzo 2001.

L’affidamento familiare e l’adozione sono due percorsi completamente diversi e non sovrapponibili e si differenziano in base a differenti caratteristiche tra cui: la temporaneità: infatti nell’affido familiare è previsto il ritorno del minore all’interno della famiglia d’origine; il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine, che presuppone per l’intero percorso, un costante e frequente rapporto tra il minore e la famiglia di origine; il rientro del minore nella famiglia di origine, al termine della fase che impediva alla famiglia originaria di occuparsi del figlio, questi può farvi ritorno; la natura giuridica e lo status socio-economico, che solo in un’adozione è fondamentale affinché venga accettata.

Secondo l’ordinamento italiano l’affidamento familiare si basa due due pilastri importanti che sono la temporaneità e il mantenimento dei rapporti con i genitori in previsione del rientro nella famiglia di origine. In base alle esigenze del minore, alle caratteristiche della sua famiglia e alle motivazioni dell’allontanamento, l’affidamento può essere progettato per periodi brevi, medi o lunghi. L’affidamento familiare quindi avrà diverse tipologie di affido che si distingueranno l’uno dall’altro in base al tempo e alla durata della permanenza del minore nella famiglia affidataria.

La legge italiana sull’affidamento precisa che il bambino ha il diritto di crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia ma ove ciò non sia possibile, perché il minore è vittima di incuria, violenza, maltrattamento, abuso, violenza assistita, deve essere allontanato dalla famiglia di origine e affidato ad una famiglia, ad una persona singola o ad una comunità. Il ricovero in istituto viene considerato dalla legge solo quando non si trovino altre soluzioni al caso.