Davide Manfredotti – Appuntamento il 9 febbraio 2023 alle 21.00 presso l’aula Maga della scuola Fleming di Mazzano per lo spettacolo Sorelle – una storia per ricordare la tragedia delle foibe. L’evento è inserito nella rassegna Pressione Bassa – Stagione teatrale in provincia di Brescia e organizzato da Teatro Laboratorio e dal Comune di Mazzano per le celebrazioni del Giorno del Ricordo.
Non conosciuto come dovrebbe, il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno e ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. La data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, fu firmato il trattato di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia. Lo spettacolo è di Alessandra Domeneghini con Anna Teotti e Francesca Cecala. I costumi sono di Mariella Visalli e la regia di Sergio Mascherpa. L’ingresso è gratuito. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Sinossi dello spettacolo
Due donne, stessa età, stesse storie, origini diverse…Una sta per andarsene, deve andarsene, non ha più altra scelta, è italiana. L’altra resterà lì, dove è nata, dove sono seppelliti i suoi antenati, nell’unica terra che conosce, è slava. Si sono incontrate molti anni fa, e si sono sentite subito vicine: un marito, dei figli piccoli…Stessi desideri. Una vita felice, una famiglia felice, cibo a sufficienza. Due donne che si incontrano sullo sfondo della Storia, quella che lascia il segno, quella che decide per te. Attraverso il loro dialogo emergeranno i fatti salienti che portarono ai massacri delle Foibe, all’esodo Istriano, alla nascita della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia. Hanno visto in quella terra d’Istria passare gli anni fra le due guerre del 1900, hanno visto i fascisti, i partigiani, i militari, i civili, hanno visto lo scontro fra due popoli…hanno visto il nascere d’una nuova nazione, hanno visto i bombardamenti, hanno visto le uccisioni e le false condanne, hanno visto sparire i loro mariti… Sono rimaste sole e ricordano, non hanno più altro che il ricordo di anni di speranza a cui sono seguiti anni bui, anni folli in cui la crudeltà umana non ha avuto limite. Sembrava fossero quelli i cattivi, ma poi tutto sembrava ribaltato…chi sono dunque i cattivi? In guerra si perde tutti, forse più di tutti perdono le donne, le madri, le mogli: costrette ad accettare la morte di coloro per cui vivono. Due donne che si tolgono le parole di bocca nel racconto tragico dei fatti svoltisi negli ultimi anni, fatti che si incrociano con le loro vite, con i loro sogni, con i primi passi dei loro figli…. Duis id luctus nibh. Sed eu fringilla purus. Vestibulum in elit orci. Pellentesque sagittis viverra rutrum.
La parola all’autrice
Non è semplice affrontare un tema così complesso che pone diversi punti interrogativi sia dal lato storico che da quello umano. Cercare di capire la tragedia delle foibe significa entrare in un mondo di luci e ombre – commenta l’autrice – dove niente è mai chiaro e definito, dove la validità delle testimonianze e dei documenti viene messa in discussione da questi o quelli in relazione a quale verità si vuol portare avanti. Ben lungi dall’essere una storica, ho preso le distanze da tutto questo e ho cercato di ascoltare la verità profonda di quegli accadimenti. E vi ho trovato un’umanità umiliata e violentata da questi o quelli (di nuovo!) a turno. E mi sono resa conto che ciò che mi interessava raccontare è l’ingiustizia della violenza subita. Così sono nate Rosa e Jalena, le mie due donne così diverse e così uguali, tanto vicine da sentirsi sorelle. Un’ italiana e una slava…a rappresentare il pluralismo della gente che vive in quella piccola parte di mondo – continua– a rappresentare la gente che la guerra la subisce sempre e vede il desiderio di una vita felice infrangersi contro giochi di potere altrui, a rappresentare i più deboli, le donne, i bambini, che dalla guerra si vedono rubare i compagni di vita e i padri. Ma anche a ricordarci che siamo tutti figli della stessa Terra e che la solidarietà può e deve esistere in noi davanti all’altro senza distinzione di razza. Dopo tanti anni credo siano questi i motivi per ricordare; non già per stabilire di chi siano le colpe, ma per condannare ancora, risolutamente, l’uso della violenza e della guerra in ogni parte del mondo.
La Giornata della Memoria
Teatro Laboratorio Brescia ha già visitato pochi giorni fa l’aula magna della Fleming in occasione della Giornata della Memoria. Aveva regalato alla Comunità lo spettacolo Il magnifico impostore di e con Alessandra Domeneghini, con regia di Sergio Mascherpa, scene di Giacomo Andrico, Immagini video di Roberto Capo e disegni e luci di Elena Guitti.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale, celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. Si è stabilito di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.


