Ctm di Rezzato: Ruth Haben ha raccontato il campo di concentramento Ferramonti di Tarsia

Ctm di Rezzato: Ruth Haben ha raccontato il campo di concentramento Ferramonti di Tarsia

Elena Muti – Lo scorso mese di gennaio si è chiuso con una delle celebrazioni considerate più importanti anche a livello internazionale: la Giornata della Memoria. La data che ricorda la liberazione del terribile campo di concentramento di Auschwitz e, idealmente, la fine delle stragi del secondo conflitto mondiale.

Al Ctm di Rezzato, sulla scia dell’evento, è stata invitata Ruth Haben, 87enne che ha vissuto l’esperienza del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia in Calabria. Ruth aveva solo sei anni quando fu trasferita dal regime con tutta la famiglia all’interno del campo. Un’importantissima pagina di storia vissuta che aiuta a conoscere la vita in Italia negli anni ’40.

La descrizione della vita a Ferramonti di Tarsia, per quanto molto meno pericolosa di Auschwitz, Birkenau o Mauthausen ci descrive la storia di un campo di concentramento nostrano, attivo a partire dal 1940 ed utilizzato soprattutto per ebrei e avversari del regime. Era composto da 92 baracche e le famiglie non erano separate. Naturalmente i razionamenti hanno causato diversi problemi, ma erano attivi anche il servizio scolastico e quello medico. Pagine di storia quasi del tutto dimenticate che hanno avuto un impatto maggiore dato dalla testimonianza in prima persona.

A termine della serata l’assessore alla Cultura Elena Bonometti ha voluto omaggiare l’ospite con un libro sulla storia di Rezzato ed un mazzo di fiori.

Il campo di concentramento di Ferramonti, nel comune di Tarsia in provincia di Cosenza, in origine conosciuto anche come campo di concentramento Media Valle di Crati è stato il più grande dei 15 campi di internamento costruiti nell’estate del 1940 da Benito Mussolini e anche il principale, in termini di consistenza numerica, tra i numerosi luoghi di internamento per ebrei, apolidi, stranieri nemici e slavi all’indomani dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Il campo fu liberato dagli inglesi nel settembre del 1943, ma molti ex-internati rimasero a Ferramonti anche negli anni successivi e il campo di Ferramonti fu ufficialmente chiuso l’11 dicembre 1945. Conseguentemente, dal punto di vista cronologico degli eventi della seconda guerra mondiale, ha già un suo peculiare primato: fu in assoluto il primo campo di concentramento per ebrei ad essere liberato e anche l’ultimo ad essere formalmente chiuso. L’area dove era collocato il campo si trova ora accanto all’attuale svincolo di Tarsia sud dell’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria. Dagli anni Sessanta in poi, complice l’incuria delle autorità locali, l’intero campo è stato prima utilizzato per attività agricole e poi progressivamente smantellato, e nessuna delle originali baracche degli internati è rimasta.