Elena Muti – Era presente anche la rezzatese Nuova Associazione arci donne & C. in piazza mercato di Brescia lo scorso 18 febbraio 2023. L’evento in programma era Un presidio di solidarietà con le donne, i/le giovani iraniani/e che stanno sacrificando la propria vita nella lotta per l’affermazione dei diritti universali e di condanna verso la violazione dei diritti fondamentali rispetto ai soprusi, le condanne a morte per motivi politici, religiosi e culturali subiti nel mondo da parte di governi intolleranti e teocratici organizzato da Casa delle Donne CaD Centro Antiviolenza di Brescia e partecipato da diverse realtà dell’associazionismo bresciano.
Un gesto di vicinanza alle donne e al popolo iraniano che, pagando duramente con arresti e condanne a morte, da mesi protestano contro il regime teocratico dei mullah, responsabile della profonda crisi economica, ambientale, patriarcale e oppressiva in cui l’Iran si trova. Una profonda repressione ha portato. ad oggi, a 20.000 arresti, 500 uccisioni con tanti minori, 140 condanne a morte: di cui alcune sono già state messe in pratica. Con la manifestazione del proprio dissenso e la vicinanza agli oppressi, i manifestanti hanno voluto scuotere in primis la politica nazionale ed internazionale per un sostegno concreto. Come hanno scritto in una nota:
Vogliamo dar vita ad una staffetta che intende protrarsi nel tempo con altre iniziative, per accompagnare e sostenere le rivendicazioni di libertà del popolo iraniano e per gridare a gran voce ‘donna, vita, libertà!’, le quali non hanno solo un valore simbolico, ma ne siamo certi e certe, incideranno nel condizionare la ferocia della macchina repressiva e nel rincuorare la popolazione oppressa per non sentirsi abbandonata dal resto del mondo. Il presidio è in collaborazione con la presidenza del consiglio comunale di Brescia che ha portato il proprio contributo con l’intervento del presidente Roberto Cammarata.
Intervenuti durante il presidio la presidentessa della Commissione Pari Opportunità Ippolita Sforza, don Fabio Corazzina, i giovani studenti del Collettivo Studentesco Oonda che hanno letto testimonianze di donne e uomini iraniani colpiti dalla protesta. I testimoni diretti non possono esporsi personalmente in quanto possibile oggetto di ritorsioni personali e sui famigliari da parte del regime. Ha dato un contributo musicale il Coro Clandestino e giovani cantautrici dopo la lettura del comunicato da parte di Casa delle Donne, concordato con tutte le associazioni che hanno aderito all’iniziativa di solidarietà.

Uno degli slogan principali delle proteste, «Donna, Vita, Libertà»


