Rifiuti a Rezzato: Polizia Locale per salvaguardare salute ed ambiente

Rifiuti a Rezzato: Polizia Locale per salvaguardare salute ed ambiente

Alfio Mosca – La Città di Rezzato sta vivendo un intenso problema riguardante lo smaltimento dei rifiuti. Le aree periferiche del territorio, infatti, sono spesso imbrattate con sporcizia abbandonata: un danno per l’ambiente e per la salute. Questo ha messo in moto le azioni della Polizia Locale che ha dovuto necessariamente intensificare i controlli.

Da inizio anno sono state fermate ben trenta persone per l’abbandono di rifiuti di vario genere. A sanzione del danno causato è stato imposto anche il ripristino delle aree inquinate. Naturalmente gli agenti hanno svolto un lavoro così tempestivo ed efficace anche grazie alla collaborazione con il personale dell’Ufficio Sviluppo del Territorio del Comune di Rezzato e gli operatori dell’Arpa di Brescia. Tra coloro che sono stati scoperti anche sei soggetti titolari di imprese, accusati di aver scaricato grandi quantità di rifiuti su suolo pubblico. Nell’area in questione è stato trovato anche dell’amianto.

Cosa succede a chi abbandona i rifiuti?

La legge vieta l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti di qualsiasi genere. È vietata, se ci fosse bisogni di ricordarlo, anche l’immissione degli stessi nelle acque superficiali e sotterranee. Chiunque fosse colto a non osservare uno di questi divieti è obbligato a rimuovere i rifiuti abbandonati. È proprio il sindaco che, con ordinanza, può disporre le operazioni necessarie e il termine entro cui procedere: in caso non si obbedisca si può incorrere in una pena molto grave: arresto fino ad un anno. La legge considera abbandono anche il deposito del materiale nei pressi di un cassonetto: non ci sono sconti in questo senso. Infatti il malintenzionato crea il medesimo danno alla Comunità. È stata inoltre rimossa l’attenuante di un esiguo numero di rifiuti: se in passato si faceva distinzione tra una grande mole e una piccola mole abbandonata, oggi non è più così: la quantità non fa più differenza.

Anche solo il semplice abbandono o deposito di rifiuti è punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro. Chiaramente, in caso di rifiuti pericolosi, la sanzione aumenta. Addirittura alcuni elettrodomestici possono rientrare in tale categoria, per via delle sostanze che contengono. Vista la grande attenzione in materia oggi è punibile anche chi si occupa della gestione dei materiali senza autorizzazione. Questo può avvenire in qualsiasi fase: raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione. Tutto ciò è considerato reato e, quindi, si incorrerà in una sanzione penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro. In questo modo ai cittadini è garantito un corretto smaltimento e non sono più possibili manovre truffaldine nelle fasi di gestione.