La società “La Castella” ha inoltrato le integrazioni al progetto, richieste nel corso del sopralluogo dell’anno scorso dalla Provincia e dagli enti preposti, in ritardi. La Conferenza dei servizi, tenutasi giovedì scorso negli uffici provinciali, ha pertanto deciso di far slittare la decisione definitiva a settembre.
Si parla, ovviamente, della realizzazione della nuova discarica Castella 2 all’interno dell’area dell’ominima ex cava, al confine tra Rezzato e Buffalora.
Il Comune di Rezzato non nascone le proprie perplessità riguardo al progetto, che dovrebbe accogliere 800mila tonnellate di rifiuti speciali per 14 categorie diverse: «il nostro parere è contrari. Rimangono troppe criticità ambientali, sia sul sito che nel contesto di zona, che è già sottoposta a forte stress di inquinamento ambientale. Si pensi solo alla vicinanza della falda acquifera affiorante da alcuni pozzi».
Il Comitato per la Difesa, Salute e Ambiente, anch’egli presente alla conferenza dei servizi, è dello stesso parere: «le istituzioni dovrebbero prendere una decisione di diniego secca sul progetto. Bisogna sottrarre inquinamento nell’area, non aggiungerne. Si stanno iniziando i processi di riqualificazione per la congiunzione del neonato parco delle cave e l’estensione del parco delle colline. Ci siamo già opposti, ma vogliamo mobilitare i cittadini. Non lasceremo nulla di intentato».


