Proust, si sa, aveva ideato un questionario perconoscere le persone a lui care. Abbiamo parzialmente rivisitato il suo schema e abbiamo sottoposto il nostro direttoreMatteo Salvatti. Conosciamolo insieme.
Il tratto principale del mio carattere
L’ossequiosità (anche se molti la scambiano per piaggeria)
La qualità che desidero in un uomo.
Il mantenere la parola data.
La qualità che preferisco in una donna.
La simpatia.
Quel che apprezzo di più nei miei amici.
La disponibilità. L’ironia. E l’umiltà.
Il mio principale difetto.
Il non immedesimarmi negli altri.
Il mio principale pregio.
La generosità. E la memoria eidetica (un dono e una condanna).
La mia occupazione preferita.
Nell’ordine: pregare, scrivere, mangiare, studiare.
Programma preferito alla tv.
Guardo solo conferenze su youtube. E “Casa Vianello” e “L’ispettore Derrick” quando non dormo nell’attesa che i sonniferi facciano effetto a livello del “Gaba”.
Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia:
Perdere la fede.
L’attore preferito
John Malkovich.
La persona morta che richiamerei in vita.
Il mio amico Nando Gorlani. Ci sentivamo tutti i giorni. E’ stata la più grande perdita.
Quel che vorrei essere.
C’è una sola tristezza: quella di non essere santi. (Leon Bloy)
Sport preferito
Golf.
Se non avessi fatto questo mestiere
Il medico o l’impresario di onoranze funebri.
Il paese dove vorrei vivere.
Bologna.
Il colore che preferisco.
Rosa.
Il fiore che amo.
Tulipani.
Le mie collezioni
Cravatte e corone del rosario.
Il mio autore preferito in prosa.
Bertolt Brecht e Thomas Mann.
Il mio poeta preferito.
Metastasio.
I miei eroi nella finzione.
Zio Paperone.
I miei compositori preferiti.
Mozart, ovvio, ma anche Alberto Fortis e Pierangelo Bertoli. E Galuppi, il cui allegrò siglò l’uscita di chiesa del mio matrimonio (qui il brano: https://www.youtube.com/watch?v=OfJ2aJ9tmkE )
I miei pittori preferiti.
Caravaggio, naturalmente.
L’incontro che mi ha cambiato la vita.
Nessuna persona mi ha cambiato la vita. Io l’ho cambiata a tanti.
Stile prediletto in scrittura.
La paratassi
L’ultima volta che ho pianto
Leggendo il lavoretto per la festa del papà di mio figlio.
Il mio sogno di felicità
Camminare, mano nella mano, sconosciuti tra gli sconosciuti, a New York con il cappellino degli yankees.
Il giorno più felice della mia vita
Quando, a 17 anni, finii sulla copertina della pagina culturale del Corriere della Sera con un mio aforisma e definito per la prima volta “scrittore”.
Il giorno più infelice della mia vita
Quando mio figlio fece una cosa che mai avrei immaginato potesse fare.
I miei eroi nella vita reale.
Le suore di clausura che salvano il mondo con la loro preghiera.
La mia materia scolastica preferita.
Storia dell’Arte e Filosofia.
Film preferito
La parola ai giurati.
Il regalo più bello che ho mai ricevuto
Questo non posso proprio dirlo.
I miei nomi preferiti.
Federico, Ian, Jonathan, Benedetta.
Quel che detesto più di tutto.
Le persone aggressive.
La persona che vorrei intervistare
Napoleone Bonaparte.
A casa mia non manca mai…
Tutti i farmaci in commercio.
Di cosa mi sento in colpa.
Di non essermi iscritto a 19 anni a medicina.
I personaggi storici che disprezzo di più.
Tutti coloro (ossia quasi tutti) che non avevano capito che… “transit gloria mundi”.
Il piatto preferito.
Ravioli al brasato e vitel tonnè.
Bevanda preferita.
Primitivo di Manduria.
Il dono di natura che vorrei avere.
Saper dipingere e danzare.
La parolaccia che non riesco a trattenere
Soccia, socc’mel (dialetto bolognese) e “chi è ‘sto stronzo?”
Se avessi molti milioni di euro.
Salverei tanti conventi e monasteri. Io ho già troppo, avessi di meno sarei più felice.
Come vorrei morire.
Lucido. Con la persona che amo mentre mi tiene la mano. Ma anche martire non mi spiacerebbe, dato che i martiri sono gli unici che hanno la certezza di andare in paradiso senza neppure dover fare due miracoli per esser santi. Il cristiano non cerca il martirio, non è un kamikaze, ma non lo rifiuta.
Stato attuale del mio animo.
Divertito.
Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza.
Quelle dettate dall’ignoranza.
Il mio motto.
Sono due. Il primo: “Chi odia i vizi odia gli uomini”. Il secondo: “Non sono io che sono diverso, siete voi che siete tutti uguali”.


