Siccità che sembra infinita, quella abbattutasi negli ultimi mesi sul bresciano. Il lungo inverno di siccità avrebbe dovuto essere mitigato dalle pioggie primaverili, ma così non è stato. Il primo mese di primavera non ha portato acqua.
I numeri, in provincia di Brescia, dipingono un quadro allarmante: l’Oglio è in carenza di 90 milioni di metri cubi di acqua. In grande sofferenza anche il lago di Garda si ritira con il ritmo di 1 cm al giorno. Anche per il lago d’Iseo affluenza ai minimi storici del 2015, con navigazione seriamente compromessa.
Massimo Buizza, direttore del Consorzio dell’Oglio, presenta la situazione come allarmante ma non catastrofica. La penuria di acqua deriverebbe, soprattutto, dal mancato accumulo di nevi invernali e del conseguente approvvigionamento idrico dato al disgelo.
Tante preoccupazioni per l’agricoltura del bresciano, che è uno dei marchi distintivi della zona a livello internazionale: se le piogge primaverili non arriveranno a risolvere la situazione, i raccolti rischieranno di essere compromessi in quantità e qualità.


