E’ sempre difficile giustificare i furti: chi si appropria delle cose altrui non può essere scusato, ci sono altri modi per riuscire a gestire le difficoltà economiche, tuttavia ci sono casi, il classico esempio dell’anziano che ruba una bistecca al supermercato, che toccano la sensibilità della gente e fanno riflettere.
Quando invece ci si trova davanti a illeciti compiuti solo per il gusto di far del male, beh, in questi casi si fatica anche solo a dare un senso.
E’ quanto è successo per due volte alla scuola media Scalvini di Botticino, dove, “vandali” (definiamoli così per non utilizzare parole poco eleganti che non si addicono a un giornale) hanno superato la recinzione e hanno distrutto l’orto della scuola, che rientrava in un progetto educativo.
Sradicate le piantine (che difficilmente potranno essere ripiantate ora), calpestato e rovinato il terreno. Chi sa che soddisfazione avranno avuto immaginando l’espressione del ragazzo che ha seguito questo lavoro insieme all’insegnante di sostegno?
Una sofferenza causata senza motivo: rischiare il codice penale per cosa? Per ottenere che guadagno? L’aver fatto soffrire? Non ci sono parole.


