Abrami Emanuele- Come ha vissuto la quarantena fino a questo momento? Si trovava in compagnia della sua famiglia o l’ha affrontata in solitudine?
Fino ad ora la mia quarantena è stata abbastanza sopportabile. Durante gli anni ho riconosciuto che come mi piace stare fuori con gli amici mi piace anche stare a casa a disegnare e passare del tempo con la mia famiglia. Ho un buon rapporto con i miei genitori e quindi questo aumenta la qualità del tempo che trascorriamo insieme.
Cosa le è pesato di più in questo periodo?
Non è stato, però, tutto rosa e fiori: ho una fidanzata da 6 anni e passare 2 mesi senza vederla è stato abbastanza brutto contando che eravamo abituati a vederci 5/6 giorni alla settimana (frequentiamo la stessa accademia e gli stessi corsi). Non ho potuto frequentare nemmeno nessuno dei miei amici dell’Accademia, mio fratello, la sua compagna e il mio nipotino che ha 1 anno e 8 mesi. Io sono stato fortunato, ma mi riempie il cuore di tristezza sapere che molte persone in tutto il mondo soffrono e/o hanno perso qualcuno di caro.
Ha per caso avuto modo di fare qualcosa di diverso, durante questo periodo?
Stando in casa sono riuscito a lavorare su me stesso, conoscermi meglio (il che non è da poco) e ho sfruttato la mia creatività per fare arte. Avendo a disposizione, fortunatamente, anche molti materiali sono riuscito ad esprimermi al meglio. All’inizio non nego di aver avuto un periodo di inattività artistica dovuto probabilmente a tutte le preoccupazioni e i dubbi legati ai miei affetti e alla scuola. Dopo però sono riuscito a sbloccarmi e a lavorare lavorare.
Cosa ne pensi della situazione, e di come stiamo reagendo a questa crisi?
Io sono del pensiero che sia sempre necessario cercare quel piccolo bagliore di luce nell’oscurità. Soprattutto in questo periodo di “tempesta” dove avvengono episodi bruttissimi, si perdono le persone che si amano e si naviga nella paura: non bisogna perdere la speranza e cercare di trarre il meglio da un panorama purtroppo così grigio e tempestoso. Se non cerchiamo un po’di luce soprattutto in questi momenti l’oscurità che ci entrerà dentro ci farà star male e non ce ne libereremo facilmente. Quindi vorrei che tutte le persone cercassero di rialzarsi nonostante tutte le brutte cose che sono successe senza dimenticare chi è caduto e contro cosa abbiamo combattuto. Questo virus ci accompagnerà per molto altro tempo secondo me e bisognerà conviverci per un po’, non possiamo farci buttare giù moralmente più del dovuto.
Come sono andate le videolezioni e lo studio in generale?
Le videolezioni sono state naturalmente istruttive anche se per i corsi pratici ( scultura, pittura, anatomia artistica, pittura digitale) non avere un confronto diretto con i professori non è il massimo e così si fatica ad andare avanti col percorso artistico.
Qual’è la prima cosa che farai non appena tornerà tutto alla normalità?
Quando si tornerà alla normalità (penso in modo molto graduale) passerò del tempo con le persone a cui voglio bene. Ho capito che quando ti tolgono una cosa come lo stare con gli altri capisci veramente quanto è bello frequentare le persone. Ovviamente non vedo l’ora di poter passare del tempo più liberamente anche con la mia morosa. Mi manca stare con i miei nonni e voglio trascorrere più giornate con loro a giocare a carte e a parlare.
Questa esperienza la cambierà? Secondo lei, come?
Questa esperienza mi ha fatto capire quanto siano importanti le cose che diamo per scontate. Spero che tutti nel loro cuore trovino pace e riescano a rialzarsi nonostante tutto. Voglio essere chiaro: la mia quarantena non è andata male, sono fortunato. Ma capisco e sono veramente triste del fatto che altri non l’abbiano vissuta altrettanto bene. Spero che con la mia testimonianza cerchino quella luce che io ho trovato anche se difficile da trovare in altre situazioni. Per questo vi lascio anche uno dei miei disegni, realizzati in questo periodo, a tema “quarantena”: speriamo che questa mano ne possa presto stringere altre in libertà e sicurezza!


