Abrami Emanuele – In fasce, aveva visto l’inizio e la fine del primo conflitto mondiale. Poi, da giovane, aveva attraversato tutto il secondo. La ricostruzione, la depressione del ’29 e il boom degli anni ’60, monarchia e democrazia, i regimi ma anche le grandi battaglie sociali degli anni ’70. Angela Bertoloni rappresentava, a Rezzato e dintorni, una delle più importanti fonti d’informazioni e storie di vita vera, vissuta, propria di un’Italia che oggi ci sembra ormai dissolta, lontana, quasi non fosse mai esistita. Una scorza dura, la sua, che l’aveva fatta passare indenne attraverso non solo tutte le grandi guerre di questo passato secolo ma anche attraverso le pandemie di spagnola e Covid.
Si era sposata nel 1940 con Emilio Sberna, rezzatese, trasferendosi quindi da Mazzano, suo paese natale, presso la dimora del marito. Il primo figlio era in arrivo quando la situazione italiana si aggravò: la guerra è al suo apice e Emilio è chiamato a prendere armi e piuma nera. Anni difficili, quasi impossibili: un figlio morirà a pochi anni di vita senza che l’alpino lo abbia mai veduto, impegnato sul Fronte Orientale dove anche lui (in Russia, come molti) perderà di lì a poco la vita.
Angela però non molla: da accudire ha un altro figlio. Comincia così la sua avventura come ambulante. Una vera e propria imprenditrice d’altri tempi: con bicicletta e carretto gira di cascina in cascina, vendendo e comprando tutto quello che poteva tornare utile. La sua vita procede così, fra fatica e soddisfazioni, fino ad arrivare alla meritata pensione, che trascorrerà con il figlio Roberto e la sua sposa Anna prima e con le nipoti Claudia e Silvia poi.
L’anno scorso, però, il tempo le ha strappato anche il suo amato figlio (78enne), che l’ha lasciata sola e con sempre meno voglia di vivere. Se n’è andata così, serena, senza un dolore, la “nonna” di Rezzato e Mazzano. Una persona straordinaria che, purtroppo, non potrà più regalarci i suoi lucidi e le sue belle testimonianze e alla quale vogliamo rendere un ultimo meritato omaggio.


