L’istanza che la società Garda Uno SpA rivolge al Comune di Rezzato è quella di un risarcimento di esattamente 16.925.414 milioni di euro. Il motivo di tale richiesta è la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato, dell’esecuzione della cava “La Castella”.
Alessia Frassine – La vicenda ha inizio nella primavera del 2007 quando il sindaco Enrico Danesi (in carica in quell’anno) ha firmato gli accordi con Garda Uno. Essi prevedevano la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali in zona Cascina Castella.
Nell’autunno del 2008 il caso ha avuto un’ulteriore evoluzione quando l’amministrazione comunale ha espresso la volontà di non procedere coi lavori a causa della mancata risposta da parte della società. Altro momento importante fu quello della presentazione del primo progetto di Garda Uno, avvenuta nel 2011. Esso prevedeva lo smaltimento, in otto anni, di 1.890.000 metri cubi di rifiuti non pericolosi. In seguito, nel 2016, ecco che arriva il no della regione alla richiesta ritenuta troppo influente. Con l’obbiettivo di rimediare alla causa, venne elaborato un secondo progetto nominato “Castella 2” che ridusse il precedente a 905.000 metri cubi in 7 anni. La vicenda giunge il suo corso fino ad oggi giungendo alla negazione definitiva e alla conseguente consistente richiesta di risarcimento.
La somma del risarcimento corrisponde ai costi sostenuti dall’azienda per l’avvio del progetto e il motivo dichiarato da Garda Uno è la violazione degli accordi. Causa però rifiutata con determinazione dal Comune, che subirebbe una grossa perdita finanziaria.


