Nell’aula magna della scuola Fleming di Molinetto di Mazzano l’attrice Alessandra Domeneghini ha dato vita al monologo Non volevo essere femminista di Stella Pulpo. La regia di Sergio Mascherpa e la produzione ad opera di teatro laboratorio Brescia. È successo lo scorso 4 marzo in occasione della vicina Giornata internazionale della donna 2022, festeggiata l’8 del mese.
Perché generazioni di italiani hanno studiato e ancora studiano su antologie o libri di storia dove le donne sono inesistenti, al massimo sono “mogli di”, ma incapaci di un pensiero autonomo e divergente? Perché generazioni di donne sono cresciute e crescono pensando che il loro valore sia direttamente dipendente dal gradimento maschile? E, soprattutto, perché le donne hanno sempre vissuto in una condizione di evidente svantaggio politico, economico, sociale, finanziario?
Questi sono gli interrogativi scatenanti della serata che è stata magistralmente messa in scena dall’attrice e dai collaboratori. Con la leggerezza, grinta e ironia di Sandra Pulpo si è ripercorso il suo ruolo di donna, dalla bimba all’asilo con il grembiulino rosa alla liceale simpatica ma, aihmè, “con il culo a tamburello”. La serata ha parlato delle donne che hanno lottato per il diritto all’istruzione, all’accesso allo sport, all’aborto, per il diritto di proprietà, contro il delitto d’onore, perché fino al 1981 la vita di una donna valeva meno di un furto di un motorino e fino al 1996 lo stupro non era un reato contro la persona.
La battaglia non è terminata, ma il pubblico presente avrà sicuramente avuto occasione di sentirsi scosso e di certo non annoiato. Le continue ferite toccate hanno offerto spunti che solo il grande teatro è in grado di offrire.


