Opera conservativa con il supporto della della Soprintendenza delle belle arti per i cimiteri di Rezzato e Virle

Opera conservativa con il supporto della della Soprintendenza delle belle arti per i cimiteri di Rezzato e Virle

Le complesse normative cimiteriali affascinano il cuore e la mente dei cittadini già dai tempi dell’Editto di Saint Cloud: con il quale Napoleone Bonaparte stabiliva che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine e, a sua insaputa, aguzzava il genio artistico del poeta Ugo Foscolo per la stesura del carme Dei sepolcri.

Anche la situazione dei cimiteri a Rezzato ha fatto parecchio discutere quando alcuni residenti hanno fatto notare come le nuove lapidi non fossero in linea con le originali vantiniane. L’assessore ai lavori pubblici, Matteo Capra, ha ben spiegato come sia in vigore dal 2015 un chiaro regolamento cimiteriale che imponga normative stringenti per le lapidi nel vantiniano: esse devono essere realizzate in pietra di Botticino e devono avere una forma ben definita. Ciò che è presente, dunque, è sempre stato in linea con i regolamenti vigenti. La situazione è questa per la parte che riguarda l’ingresso.

Per il terrazzamento, invece, cambiano le normative e gli obblighi che i partenti del defunto devono rispettare anche perché sono presenti i resti delle estumulazioni, come quelle avvenute poco tempo fa.

Accanto a questo l’amministrazione lavorerà ad un’opera conservativa generale per il cimitero di Rezzato e per quello di Virle. L’impegno sarà prestato sotto il controllo della Soprintendenza di belle arti che supervisionerà il patrimonio artistico e l’architettura. Il primo sopralluogo, comunque, ha già avuto un esito positivo.