IL PESO, NON È SOLO QUESTIONE DI ESTETICA!

IL PESO, NON È SOLO QUESTIONE DI ESTETICA!

A cura del dott. Valentino Prandini – Avere un fisico asciutto, da ciclista o maratoneta o portarsi a spasso zainetti di ciccia non è solo una questione estetica, è un problema di salute. Il nostro corpo è solo il recipiente di meravigliosi organi che alimentano circuiti perfetti, che a loro volta ci permettono di essere incredibilmente unici e perfetti, o quasi. Purtroppo, il benessere, con tutti i suoi corollari, ha fatto sì che europei ed americani (dove ovviamente c’è un miglior tenore di vita lì c’è obesità) lievitassero, con inevitabili conseguenze sullo stato di salute ed evidenti risvolti sociali. Per distinguere una persona obesa o in sovrappeso da una normale si usa un indice molto facile da calcolare, il BMI, ovvero la divisione del peso corporeo in chilogrammi per il quadrato dell’altezza, in metri. Il numero ottenuto è l’indice di massa corporea. Se il valore è tra 25 e 30 l’individuo è sovrappeso, se tra 35 e 40 si parla di obesità di secondo grado, se maggiore di 40, di obesità di terzo grado. Ovviamente la popolazione aumenta in media di peso non solo per lo stato di benessere, ma anche per la maggiore sedentarietà, le diverse abitudini giornaliere (ore passate in automobile o in treno, lo smart working, cibi più raffi nati, ecc.). Oggi l’estetica è dominante, quindi l’attenzione al proprio corpo è diventata predominante. Si sono moltiplicati i centri di medicina estetica, di chirurgia plastica e l’obesità finalmente è stata riconosciuta come una delle malattie di questo secolo. In questi anni si stanno formando scuole e gruppi di specialisti composti non solo dal nutrizionista o dall’endocrinologo, ma anche dal chirurgo bariatrico, lo psicologo, il fisioterapista. In Poliambulanza da anni il dottor Greco con il suo team coordina questa attività con grande successo. Talvolta il percorso porta alla chirurgia, ma non sempre. Oggi gli interventi sono tutti eseguiti in laparoscopia, con il minimo impatto sulla parete addominale (tre piccole incisioni) e prevedono la riduzione dello stomaco, senza alterare eccessivamente il metabolismo del paziente. Una volta che il paziente ha perso la quota di peso prevista si passa alla fase estetica con la correzione dei difetti di parete e di cute (addominoplastica, riduzione degli eccessi cutanei in sede ascellare). Mantenere il proprio peso corporeo al di sotto di 30 di BMI, aiuta, soprattutto con il passare degli anni, a rimanere “sani”, ovvero con valori di glicemia, colesterolo e pressione nella norma. Il rischio è quello di pagare con gli interessi gli eccessi, negli anni futuri. E non dimentichiamo che nell’obeso ci sono pure stravolgimenti ormonali, ci sono i disturbi della psiche, soprattutto in chi non si riconosce più davanti allo specchio e non si accetta. Per ultimo l’obesità incide fortemente sugli arti inferiori, causando una scorretta deambulazione ed una postura difficoltosa. Tutto ciò ci deve far riflettere ed indurci a mettere in atto dei meccanismi di compensazione e prevenzione. Puntiamo dunque alla Barbie e a Big Jim (senza esagerare, ricordiamoci che un BMI inferiore a 16,5 è patologico) e lasciamo Cicciobello nei ricordi di un tempo.