Terra Avara: raccolta di testimonianze e storia a cura di Beppe Prati e Daniele Bonetti

Terra Avara: raccolta di testimonianze e storia a cura di Beppe Prati e Daniele Bonetti

Valverde di Botticino Mattina: è chiamata così perché un tempo era un acquitrino paludoso sempreverde, ma con rese agricole che non erano minimamente paragonabili a quelle dei terreni alluvionali e molto più ricchi della bassa bresciana. Erano terreni poco fertili ed avari, con un ricambio di acqua dovuto solo alla pioggia, acqua che comunque rimaneva infossata, prigioniera di questa conca. Le colline d’intorno si distinguono invece ancor oggi per il buon vino prodotto, portando il nome del “Botticino rosso” alla ribalta della produzione vinicola nazionale.

Matilde Spina – Così inizia la prefazione al libro Terra Avara: voci della Valverde tra mezzadria e el médol a cura di Beppe Prati e Daniele Bonetti. Un’opera dal grande valore storico e locale, che tutti coloro che sono curiosi ed interessati a conoscere la propria storia e quella del proprio territorio, attraverso parole chiare, dovrebbero leggere attentamente. Una raccolta di testimonianze a diciassette biblioteche viventi (come sono chiamate da Massimo Tedeschi nell’introduzione), undici uomini e sei donne.

Già la scelta di “genere” dice della modernità di questo lavoro – spiega sempre Tedeschi nell’introduzione – spesso gli uomini sono più inclini al racconto memoriale, allo sfogo diaristico. Spesso è ai loro ricordi che si attinge per ricostruire vicende corali, passaggi storici, stagioni sociali. Eppure le donne sono portatrici di sguardi laterali spesso illuminanti, di accenti di straordinaria acutezza e originalità: questo libro ne è la riprova. Le sei voci femminili danno al testo riverberi davvero rari e preziosi. Nelle voci narranti affiora anche la consapevolezza delle trasformazioni intervenute, nel secondo dopoguerra, in un mondo che sembrava immutabile. Gli aneddoti sono rivelatori più di intere analisi sociologiche. 

Gli autori hanno presentato il libro sabato 29 ottobre al Teatro Cenerentola di Botticino. La buona partecipazione di pubblico e le parole di Prati e Bonetti hanno dimostrato ancora una volta come la microstoria e la storia locale siano importanti ed interessanti. Attraverso la memoria e le testimonianze possiamo riflettere anche su noi stessi e sul nostro mondo, non senza toglierci qualche sfizio di curiosità sul passato e su coloro che ci hanno preceduto.