Giulia Squassina – Lastre di amianto e resti di materiali edili, sono sei i sequestri e sette titolari di azienda denunciati, assieme a 3 cittadini che hanno ricevuto una sanzione di 500 euro per l’abbandono di plastica, vetro e carta, si tratta quindi di rifiuti non pericolosi. La polizia locale di Rezzato ha condotto l’indagine per identificare i soggetti responsabili di mini discariche contenenti sostanze nocive, scoperte in zone lontane dal paese.
A interessarsi sono stati l’ufficio ecologia del Comune Rezzatese e la Guardie di Fare Ambiente e Arpa. Gli agenti hanno svolto un duro lavoro di identificazione, con lunghi tempi di appostamento per cogliere sul fatto chi abbandonava abusivamente i rifiuti, assieme a ricerche capillari. Due aree su cinque dove gli interessati scaricavano i pericolosi materiali erano pubbliche. È stato ufficializzato in tribunale che queste persone sono tenute, oltre a pagare la sanzione, a smaltire i rifiuti come avrebbero dovuto fare sin dal principio.
L’attività amministrativa di Rezzato tiene molto all’ambiente, e, come sottolinea il sindaco Giovanni Ventura, la salvaguardia dell’ambiente è una priorità, così come la tutela e il rispetto della natura. Il primo cittadino ha ringraziato il corpo di Polizia, che è stato in grado di sanzionare e denunciare i responsabili dell’accaduto. Ha definito l’atto come una “violazione grave e intollerabile che minaccia la salute della nostra comunità”
La legge vieta l’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti di qualsiasi genere. È vietata, se ci fosse bisogno di ricordarlo, anche l’immissione degli stessi nelle acque superficiali e sotterranee. Chiunque fosse colto a non osservare uno di questi divieti è obbligato a rimuovere i rifiuti abbandonati. È il sindaco che, con ordinanza, può disporre le operazioni necessarie e il termine entro cui procedere: in caso non si obbedisca si può incorrere in una pena molto grave: arresto fino ad un anno. La legge considera abbandono anche il deposito del materiale nei pressi di un cassonetto: non ci sono sconti in questo senso. Infatti il malintenzionato crea il medesimo danno alla Comunità. È stata inoltre rimossa l’attenuante di un esiguo numero di rifiuti: se in passato si faceva distinzione tra una grande mole e una piccola mole abbandonata, oggi non è più così: la quantità non fa più differenza.
Anche solo il semplice abbandono o deposito di rifiuti è punibile con una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro. Chiaramente, in caso di rifiuti pericolosi, la sanzione aumenta. Addirittura alcuni elettrodomestici possono rientrare in tale categoria, per via delle sostanze che contengono. Vista la grande attenzione in materia oggi è punibile anche chi si occupa della gestione dei materiali senza autorizzazione. Questo può avvenire in qualsiasi fase: raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione. Tutto ciò è considerato reato e, quindi, si incorrerà in una sanzione penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro. In questo modo ai cittadini è garantito un corretto smaltimento e non sono più possibili manovre truffaldine nelle fasi di gestione.


