A fine ottobre la Comunità di Rezzato ha dedicato alcuni momenti alle commemorazioni in onore di Padre Gianfranco Rosoli, missionario scalabriniano e rinomato studioso delle vie dei migranti, che ci ha lasciato 25 anni fa. La sua eredità e il suo contributo all’approfondimento della storia e dei problemi dell’emigrazione italiana sono stati al centro di due giorni di eventi speciali.
Il 27 ottobre, presso il Teatro Rolex dell’Oratorio San Giovanni Bosco, eminenti figure religiose e studiosi hanno condiviso i loro pensieri e omaggi a questo straordinario uomo. Padre Leonir Chiarello, superiore generale dei missionari di San Carlo Borromeo, Chiara Gabrieli, vice direttrice dell’ufficio migranti della diocesi di Brescia e il cardinale Silvano Maria Tomasi hanno parlato del lavoro di Padre Rosoli con interventi di enorme interesse per tutti.
Domenica 29 ottobre, la celebrazione si è spostata al Santuario della Madonna di Valverde, dove si è tenuto un concerto di musica sacra eseguito dal coro polifonico San Giorgio di Mocasina, diretto dal Maestro Carlo Rognoli. L’accompagnamento musicale è stato fornito da Cesare Archetti all’organo, e dalle trombe di Simone Carolfi e Filippo Gordi.
Padre Gianfausto Rosoli, nato nel 1938, è stato uno dei principali studiosi dei temi legati all’emigrazione italiana. La sua ricerca e il suo impegno in questo campo hanno contribuito in modo significativo alla comprensione delle sfide affrontate dai migranti italiani nel corso degli anni. Anche a 25 anni dalla sua scomparsa, il suo lavoro continua a ispirare coloro che si dedicano alla promozione dei diritti e del benessere dei migranti in tutto il mondo.
L’evento ha reso omaggio a un uomo straordinario che ha dedicato la sua vita alla causa dei migranti e alla ricerca della conoscenza. La sua eredità perdura attraverso le generazioni, continuando a illuminare il cammino per una maggiore comprensione e compassione verso coloro che cercano una nuova vita lontano dalla loro terra d’origine.


