Giovanni Malfenti – L’evoluzione del commercio in Lombardia e particolarmente a Brescia riflette un trend globale, dove i giganti del commercio elettronico spingono i negozi fisici sempre più verso il margine. Nei primi tre mesi del 2024, la provincia di Brescia ha assistito alla scomparsa di 118 imprese di vendita al dettaglio, una media di quasi 9 negozi in meno ogni settimana.
La Confesercenti della Lombardia Orientale ha rivelato che mentre le vetrine tradizionali chiudono, il numero delle consegne eCommerce ha registrato un vero e proprio boom. Si prevede che nel 2024 raggiungeranno il sorprendente numero di 16 milioni nella sola area di Brescia, con una media di circa 1.798 pacchi consegnati ogni ora.
Questa migrazione dal commercio fisico a quello digitale non solo ha trasformato il paesaggio urbano, ma ha anche eroso significativamente la base imponibile, aggravando la situazione finanziaria degli enti locali. Dal 2014, il settore commerciale italiano ha perso oltre 92.000 imprese, portando a una perdita cumulata di circa 5,2 miliardi di euro in tasse. Le imposte locali come l’IMU, la TARI e l’Irpef hanno visto le maggiori riduzioni, con un impatto devastante su fisco e servizi pubblici.
Di fronte a questa situazione, la Confesercenti sostiene un nuovo Progetto di legge regionale in Lombardia, che mira a trattare i centri logistici di consegna con gli stessi criteri della Grande Distribuzione Organizzata. “Il progetto di legge pone le basi per un’attenta pianificazione e valutazione degli insediamenti logistici, con un occhio di riguardo per l’ambiente e la salute pubblica” ha affermato Barbara Quaresmini, Presidente di Confesercenti Lombardia Orientale.
L’obiettivo è armonizzare la pianificazione urbanistica a livello sovracomunale e garantire che l’impatto ambientale delle consegne sia bilanciato da misure di sostenibilità. Questo è essenziale, poiché l’incremento delle consegne ha contribuito notevolmente all’inquinamento atmosferico e alle emissioni di CO2, specialmente nelle aree urbane densamente popolate. Mentre il commercio elettronico offre indubbi vantaggi in termini di comodità e scelta, porta con sé sfide significative che necessitano di essere governate con saggezza. La scomparsa dei negozi non è solo una perdita economica ma anche culturale e sociale, minacciando il tessuto delle comunità locali e l’interazione umana che questi spazi promuovono. La risposta di Brescia a questa crisi sarà determinante per il futuro del commercio nella regione, con implicazioni che potrebbero estendersi ben oltre i suoi confini.


