Gemma Donati – Passeggiate col cane con il fiato sospeso, sguardi che scrutano il prato e guinzagli ben stretti. A Rezzato l’allarme è scattato qualche giorno fa, ma ha già cambiato le abitudini di molti. Tutto è cominciato quando alcuni frequentatori delle aree verdi del paese, tra via Zadei e via Galileo Galilei, hanno notato a terra bocconi di carne macinata con strane tracce blu. Un colore che non lascia tranquilli: potrebbe essere veleno per lumache, una sostanza molto pericolosa se ingerita da animali e bambini.
La notizia ha fatto rapidamente il giro del paese, creando preoccupazione tra chi è solito portare il proprio cane a spasso o lascia giocare i figli sui prati. Nessun caso di avvelenamento, per fortuna, ma il rischio è troppo alto per restare fermi a guardare. L’amministrazione si è mossa subito, e rapidamente sono scattati i controlli. Non semplici sopralluoghi, ma un’operazione vera e propria con tanto di cane addestrato: Sole, specialista dell’Unità Cinofila della Polizia Provinciale di Brescia, esperto nel fiutare sostanze velenose, ha affiancato gli agenti della Polizia locale nei primi giri di perlustrazione. Nessuna ulteriore traccia sospetta. Ma i controlli proseguiranno, e l’appello è chiaro: chiunque noti bocconi strani, non li tocchi e segnali subito la posizione. Anche una semplice foto può essere utile per mappare le zone a rischio.
Ma al di là dell’urgenza, è importante ricordare che gesti del genere non sono solo pericolosi, sono anche illegali. La legge parla chiaro: chi sparge esche avvelenate rischia molto. L’articolo 544-bis del Codice penale punisce l’uccisione di animali con crudeltà con la reclusione da quattro mesi a due anni. E se l’atto mette in pericolo la salute pubblica – come nel caso di esche nei parchi – si possono configurare reati ancora più gravi, come il getto pericoloso di cose o, nei casi estremi, l’attentato alla salute pubblica. Insomma, non si scherza. E non è solo una questione di legge. È una questione di civiltà. I parchi sono luoghi di gioco, di libertà, di benessere condiviso. Non possono diventare trappole. Nessun cane dovrebbe rischiare la vita per aver annusato un cespuglio. Nessun genitore dovrebbe temere per ciò che un bambino può raccogliere da terra. L’Amministrazione invita alla collaborazione: ogni cittadino può diventare sentinella del territorio, contribuendo a mantenere sicuri gli spazi pubblici. E i controlli continueranno senza sosta. Rezzato non ha intenzione di abbassare la guardia. Perché un boccone sospetto non è solo un gesto vile. È un attacco alla serenità quotidiana di chi vive il territorio con rispetto. E questa serenità va difesa, con fermezza. E con determinazione.


