Alfio Mosca – Parole che suonano antiche, aspre e scolpite come la pietra, ma che custodiscono secoli di identità, memoria e racconti. È proprio nella lingua bresciana che l’Ecomuseo del Botticino ha deciso di puntare per una nuova iniziativa culturale che coinvolge tredici comuni: nasce così il concorso di poesia dialettale “Fiur de Roéde”.
L’idea è quella di dare spazio all’espressività di un linguaggio spesso trascurato, ma capace di parlare in modo diretto e potente, soprattutto quando si intreccia con la poesia. A presentare l’iniziativa sono stati Domenica Busi, Elena Bonometti e Marco Luppis, che hanno sottolineato come il dialetto possa essere un mezzo immediato e comunicativo, in grado di restituire emozioni autentiche e frammenti di un passato che merita attenzione.
Il concorso si rivolge a chi ha compiuto 18 anni e prevede la presentazione di una sola poesia, inedita, scritta in dialetto bresciano e ispirata al tema “Alberi, essenze e arbusti”. Un argomento scelto non a caso: rappresenta un richiamo alla terra e alla natura, in sintonia con la vocazione dell’Ecomuseo. Il titolo del concorso, “Fiur de Roéde”, rende omaggio alla raccolta postuma di poesie di Gio Pietro Biemmi, autore botticinese e importante figura di riferimento per la salvaguardia delle tradizioni. Il nome diventa così un simbolo, un ponte tra passato e presente. Le poesie dovranno essere inviate entro il 30 settembre alla sede dell’Ecomuseo, in via Morani 11 a Prevalle. Sul sito ufficiale www.ecomuseobotticino.eu sono disponibili tutte le informazioni e il bando completo.
Il momento culminante sarà il 9 dicembre, a Botticino Sera, nella Sala Tadini. Durante la cerimonia, l’attore Sergio Mascherpa darà voce alle tre opere vincitrici, accompagnato dai commenti critici curati da un giovane docente di lettere. La giuria potrà inoltre assegnare una menzione d’onore e una segnalazione speciale per altre due poesie meritevoli. Un progetto che invita a riscoprire il valore del dialetto come lingua viva, capace di reinventarsi, saldamente ancorata alle radici ma proiettata verso nuove forme di espressione.


