Quando la lettura diventa un gioco di squadra: alla Perlasca di Rezzato arriva Davide Morosinotto

Quando la lettura diventa un gioco di squadra: alla Perlasca di Rezzato arriva Davide Morosinotto

Giovanni Malfenti – Altro che selfie con la coppa: alla scuola media Perlasca, il premio per i vincitori del torneo di lettura è stato un incontro speciale con Davide Morosinotto, una delle penne più amate e tradotte della narrativa per ragazzi. Qualche giorno fa, nella sala civica Italo Calvino, circa 200 studenti delle classi seconde e terze hanno avuto l’occasione di conoscere di persona l’autore dei libri che li hanno appassionati per mesi. L’evento, organizzato dalla biblioteca Anna Frank con il supporto del Sistema bibliotecario Brescia Est, ha messo al centro i veri protagonisti: i lettori. Le squadre che si sono distinte nel torneo, in corso da ottobre, si sono aggiudicate un premio tutto da ascoltare: un’ora intensa di racconti, risposte, consigli e retroscena direttamente dalla voce di Morosinotto.

E lui non si è tirato indietro. Ha raccontato com’è nata la sua passione per la scrittura – proprio durante la scuola media – e di come solo dopo i trent’anni abbia deciso di farne un mestiere. Il messaggio? Seguire i propri sogni richiede pazienza e costanza, ma ne vale sempre la pena. Tra una battuta e un aneddoto, sono emerse curiosità di ogni tipo: da dove nascono le sue storie, come si scrive a più mani (spesso con quattro, sei o più mani, ha detto ridendo), com’è il lavoro con editori e titolisti, e quanto conti la fase di revisione. E se i ragazzi pensavano che scegliere il titolo di un libro fosse semplice, Morosinotto li ha subito fatti ricredere! Il bello del torneo? Ogni libro tra i trenta proposti è stato letto da almeno tre ragazzi, in una sorta di staffetta letteraria dove la collaborazione è stata la vera forza. Leggere, insomma, non è stato mai così coinvolgente. Alla fine dell’incontro, è rimasta l’energia di chi ha vissuto un’esperienza autentica. Non una lezione, ma uno scambio vero, che ha acceso la voglia di leggere (e magari scrivere) in tanti di loro. Perché quando le storie passano dalla carta alla voce, diventano qualcosa di più: diventano ispirazione.