Un momento drammatico per tutti gli esercizi commerciali della nostra zona e non solo. La pandemia che sta martellando il nostro territorio e il nostro popolo colpisce ogni aspetto del quotidiano: dai rischi circa la propria salute alla difficoltà di lavorare. Molte persone, in particolare le più deboli (come gli anziani e gli immunodepressi) hanno il divieto assoluto di uscire dalle proprie abitazione. Questo porta non solo a malessere (dovuto all’isolamento) ma rende anche difficile l’approvvigionamento dei beni di prima necessità.
Fortunatamente, il problema è già stato affrontato dal Comune e dagli esercenti di Rezzato i quali, compatti, seppur in sofferenza, stanno garantendo servizi a domicilio. Ce lo racconta Olga Piazzi, Pres. dell’ACAR (Ass. Commercianti e Artigiani di Rezzato), in uno dei rarissimi momenti di semi-quiete all’interno della sua farmacia. L’ordinanza nazionale è appena scattata, ma l’invito dell’Amministrazione era chiaro già da un paio di giorni: sospendere ogni attività non necessaria. Un colpo che parrebbe durissimo, quasi mortale, per la maggior parte dei lavoratori di Rezzato, siano essi artigiani o esercenti. Perché senza lavori non ci sono introiti, ma le tasse, le spese, gli affitti, i costi… quelli restano.
In teoria. In pratica, la sinergia fra Comune e lavoratori in proprio sta portando a risultati esemplari, grandiosi, impensabili visto il panico imperante e la velocità con la quale la situazione continua a mutare, sia a livello empirico che a livello amministrativo (decreti e via discorrendo). Oltre tre quarti delle attività commerciali e artigianali avrebbe responsabilmente già chiuso bottega almeno da ieri, tanto per cercare di tagliare qualche costo (vista la scarsità di clientela) quanto soprattutto per tutelare la salute loro, delle loro famiglie e dei propri concittadini. Proprio all’interesse della comunità (e soprattutto delle sue frange più indifese) si indirizza lo sforzo congiunto dei commercianti che, per necessità, restano. Alimentari, farmacie, parafarmacie.
L’obiettivo è quello di garantire una continuità e una quotidianità la più normale possibile: per questo, anche se in perdita, molti commercianti, in accordo con il Comune, l’ARS (Associazione Rezzato Sicura) e la Protezione Civile (attiva ora sette giorni su sette), garantiscono il servizio a domicilio gratuito, finché sarà possibile, nella speranza che la situazione migliori in tempi brevi. Un servizio utile non solo a mantenere alto il nostro morale ma anche a difendere i nostri risparmi. Così facendo si tutelano i soggetti in quarantena assoluta: potranno restare a casa senza dover spendere centinaia di euro in maxi spese di prodotti a lunga conservazione.
C’è tanta paura, per il virus e per la situazione economica. In tanti mormorano che forse non potranno più riaprire dopo questa tempesta: anche per questo il Comune di Rezzato e la sua Amministrazione hanno tempestivamente reagito, bloccando e rinviando i pagamenti di tari e tasi. Si percorre, a Rezzato, la via del sacrificio, del senso di comunità, cooperazione e responsabilità. I commercianti e gli artigiani stanno già facendo circolare un poster sulle bacheche delle varie associazioni locali per sensibilizza re circa il periodo difficile che stanno vivendo. Lo pubblichiamo anche noi, augurando a tutti di stare in buona salute.



