Giornalismo e COVID-19: Informazione Quotidiana ai Tempi della Quarantena

Giornalismo e COVID-19: Informazione Quotidiana ai Tempi della Quarantena

Abrami Emanuele-Sono moltissime le attività lavorative che si sono dovute “fermare” in questi giorni di quarantena. D’altra parte, va detto anche che le poche rimaste aperte (per necessità) stanno operando a livello frenetico (pensiamo alle catene di distribuzione di risorse fondamentali quali il cibo o i farmaci, ma anche agli ospedali). In questo senso, forse, i giornalisti corrispondenti per i quotidiani ricadono in una “categoria di mezzo”: pare che di informazione da trattare ce ne sia in abbondanza, ma la verità può essere leggermente diversa. 

Ne abbiamo parlato con la giornalista Nadia Lonati, corrispondente da Mazzano e Botticino per il Giornale di Brescia. 

Cosa vuol dire essere una corrispondente per un quotidiano prima e dopo quest’emergenza sanitaria?

L’irruzione del Covid-19 nelle vite di ciascuno di noi ha stravolto tutto, ha spazzato via i calendari di lavori, progetti, iniziative, con la cronaca che si è ritrovata a dover raccontare quasi esclusivamente di coronavirus, e il più delle volte per situazioni difficili e dolorose.
Il che non è mai semplice.

Quali sono le difficoltà più importanti che stai riscontrando nel tuo lavoro (puoi uscire di casa?) Da giornalista, sei abituata a scrivere della tua comunità: come la vedi? Come pensi stia reagendo e che storia pensi stia raccontando in queste settimane? 

Il lavoro è gioco forza fatto da casa, con il contatto con istituzioni e territorio che non è venuto meno, ma ha mutato le forme. Io seguo due comuni, e in entrambi oltre alla paura, alla preoccupazione e alla sofferenza, vissute con dignità, da subito ho visto crescere una spinta solidale, un’attenzione maggiore a quanto invece prima si tendeva a dare per scontato e nei più c’è grande responsabilità rispetto al momento.

Pensi che il ruolo di una giornalista (sia corrispondente che in generale) sia oggi più che mai importante o piuttosto che i giornalisti debbano un po’ “farsi da parte” limitandosi a riportare (o tradurre) quanto viene detto dai comunicati?

Per quanto riguarda il ruolo del giornalista, rispondo con un messaggio di ringraziamento che ho ricevuto proprio in questi giorni “Fate un servizio prezioso, soprattutto in questo tempo”. Credo che chi fa informazione abbia una responsabilità enorme, sempre, a maggior ragione ora, non solo nella comunicazione di dati e comunicati, ma anche nel farsi voce per chi una voce non ce l’ha, e nell’attenzione alle persone. Ciascuno ha la propria storia, la propria sofferenza e queste vanno accarezzate con delicatezza e con il massimo rispetto sempre.